Amore a 30 anni: 10 ragioni per preferirlo

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    Amore a 30 anni, al bando romanticismi, illusioni adolescenziali, tentennamenti, l’amore degli enta desidera un po’ di meritata pace stanco, esausto, di passioni travolgenti e storie impossibili. Perché l’adrenalina piace finché si è giovani e spensierati, finché si ignora cosa significhi sudarsi il pane per pagare affitto e bollette. E’ fisiologico, da manuale, ma la minestra cambia con il sopraggiungere della vita reale, quella fatta di responsabilità, magari di figli e di piccole, noiose incombenze quotidiane. Allora l’amore romantico, quello che strappa le lacrime e che non si fa sentire, quello che strugge il cuore e poi lo spezza senza pietà, diventa un’estrema seccatura, l’ennesima. Meglio la calma, la pace, la complicità e magari quel tanto di tedio che non guasta. Ecco allora 10 ragioni per preferirlo.

    E’ più realista

    L’amore dei 30 è un tantino disilluso complici le esperienze fallimentari dei 20 che tutti, chi più chi meno, ci portiamo appresso. Ma la disillusione non va per forza letta in chiave negativa perché rende il trentenne meno allocco e più realista evitandogli quelle sbandate micidiali, che a ripensarci c’è da vergognarsene, tipiche dell’adolescenza e della post adolescenza.

    E’ magico perché concreto

    L’amore romantico tipico dei 20 anni si fonda spesso su pure illusioni, a volte non è nemmeno amore ma passione spacciata per tale. A 30 invece l’amore è magico perché concreto, esiste davvero e va alimentato giorno dopo giorno con i fatti anziché con le parole. Cresce e si rafforza pian piano come un bambino che impara a mangiare, camminare, rapportarsi con il mondo smussando progressivamente gli egoismi tipici della sua età.

    Esige rispetto

    A 30 anni ci si rende davvero conto di cosa sia la vita, non ci sono più scuse per tergiversare e così anche i più restii si ritrovano a fare i conti con la realtà. Quando ciò accade impariamo a valutarci con maggiore obiettività facendo luce sui nostri punti di forza e sulle nostre debolezze. Questa nuova consapevolezza ci insegna ad amarci per quello che siamo davvero. E chi si ama desidera ricevere amore e rispetto.

    E’ più ambizioso

    L’amore degli enta è più ambizioso, non si accontenta del playboy di turno o del belloccio senza cervello, non è disposto a perdere tempo se non ne vale davvero la pena a meno che non si tratti di una toccata e fuga destinata a rimanere tale.

    E’ meno opposto e più complice

    Gli opposti si attraggono fino a una certa età quando essere diversi scombussola la vita quel tanto che serve per renderla eccitante e adrenalinica. Poi subentra la maturità e il desiderio di un amore basato sull’affinità, meno esaltante ma decisamente più stimolante.

    E’ passionale ma in modo diverso

    L’amore dei trenta è passionale quanto quello dei venti ma in modo letteralmente diverso. Perché passione fa rima con trasgressione ma le due cose non si equivalgono sempre, anche nella banale quotidianità si può amare passionalmente. Vallo a dire a un 20enne!!!

    E’ più ragionato

    Le esperienze della giovinezza non sempre sono di insegnamento ma certo non lasciano indifferenti, specie quelle più sofferte. Per questo con l’avanzare dell’età tendiamo a ragionare prima di gettarci a capofitto tra le braccia di quell’uomo che sembra il Principe Azzurro ma in realtà è un rospo o uno psicopatico delle peggiori specie.

    E’ più disposto ai compromessi

    E’ ambizioso ma al tempo stesso, quando trova l’amore, è più disposto ai compromessi, a smussare quegli angoli che ricrescono come unghie. Se a 20 anni ci si dimenticava di tagliarle, a 30 si impara a limarle con regolarità.

    Ha più sostanza

    Non è più un sogno ad occhi aperti, un fantastico miraggio destinato a rivelarsi tale, l’amore dei 30 è un sogno reale, concreto, la cui sostanza è incredibilmente più appagante della fantasia.

    Sa dire basta

    Se dire basta all’amore adolescenziale è difficilissimo perché quella è l’età del tutto o niente, del senza te non vivo, dello struggimento fine a se stesso, a 30 l’atteggiamento è decisamente diverso. Non si sopravvive per amore, non si dipende dall’amore ma lo si sceglie e vi si rinuncia quando con sé porta solo dolore.