Autoerotismo femminile: tra tabù e consigli

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    Autoerotismo femminile: tra tabù e consigli. Il piacere a portata di mano in chiave femminile è a tutt’oggi un argomento tabù, stigmatizzato fin dalla notte dei tempi. In passato lo si attribuiva alla stregoneria o addirittura all’intervento di Satana. Gli Incubi, demoni lussuriosi di antica memoria, erano particolarmente abili nell’indurre in tentazione donzelle innocenti, tanto da richiedere pratiche di esorcismo per scacciarli definitivamente. Ma le donne, in silenzio, a quegli spiritelli libidinosi non rinunciavano, checché ne dicessero fidanzati e sacerdoti. A distanza di secoli i demoni sembrano essersi defilati, ma l’argomento rimane spinoso, tuttora avvolto in un’aura di mistero.

    Autoerotismo maschile e femminile a confronto

    Quando si parla di sesso forte e sesso debole, i metri di giudizio, guarda caso, sono sempre diversi, a tutto vantaggio della prima categoria. I libertini si guadagnano l’appellativo di playboy o dongiovanni, gli epigoni al femminile sono donne di malaffare. Gli appassionati (maschi) di film hard ne fanno materia di discussione persino sul posto di lavoro, le donne che li guardano vengono tacciate di ninfomania. Gli uomini che si autoprocurano piacere se ne vantano con gli amici, le donne se ne vergognano quasi avessero commesso il peggiore dei delitti. Quali le ragioni di questa disparità di genere?

    Per sviscerare il nodo della questione è necessario fare un salto nel passato, tra le pieghe della cultura patriarcale, da sempre ostile al potere femminile, temuto e limitato ricorrendo a qualunque mezzo. In un contesto che concepisce la donna esclusivamente in funzione del maschio, anche dal punto di vista sessuale, l’autoerotismo femminile, fine a se stesso, non può assolutamente essere legittimato. Indurre nelle donne il senso di colpa, facendole sentire sporche e indegne, non è altro che l’atavico tentativo di esercitare il controllo sul “gentil sesso”. E’ ora di prenderne consapevolezza e rendere giustizia al proprio piacere.

    Consigli per l’autoerotismo femminile

    Ogni donna ha il suo stile in fatto di autoerotismo e non ci sono limiti alla fantasia. Può bastare una stimolazione superficiale del clitoride per raggiungere la massima eccitazione, ma c’è anche chi si concede un brivido in più simulando la penetrazione con l’aiuto delle dita. Eppure non è obbligatorio ricorrere alle mani, sfregando il monte di venere su una superficie adatta, a pancia in giù, in posizione laterale o in qualunque modo vi suggerisca l’immaginazione, il godimento è assicurato.

    Non dimentichiamo poi il conturbante universo dei sex toys, verso i quali gli italiani sono scettici. Oramai ne esistono modelli per tutte le esigenze: dai classici vibratori alle palline cinesi, dai gioielli per la stimolazione clitoridea agli anelli vibranti, dai dildo anali ai gel stimolanti per lei come “O” Durex. Giochini da provare mettendo a tacere il senso del pudore, anche se l’autentico segreto dell’eccitazione femminile resta sempre e comunque l’immaginazione.