Canzoni belle: “Ultimo amore” di Vinicio Capossela

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    Vinicio Capossela è un bravissimo cantautore italiano che con le sue ballate e con le sue canzoni da incantare il pubblico. La canzone che vi propongo oggi si intitola “Ultimo amore” ed è un brano pubblicato nell’album Modì, uscito nel 1991. Le canzoni di Capossela sono delle vere e proprie poesie, originalissime e molto romantiche. Se non lo conoscete bene, oltre ad ascoltare la musica, vi consiglio caldamente di leggere bene anche i testi che sono la parte fondamentale della musica di Capossela. Ecco il testo ed il video di “Ultimo amore”di Vinicio Capossela.

    Fresca era l’aria di giugno

    e la notte sentiva l’estate arrivar

    Tequila, Mariachi e Sangria

    la fiesta invitava a bere e a ballar

    lui curvo e curioso taceva

    una storia d’amore cercava

    guardava le donne degli altri

    parlare e danzaree quando la notte è ormai morta

    gli uccelli sono soliti il giorno annunciar

    le coppie abbracciate son prime

    a lasciare la fiesta per andarsi ad amar

    la pista ormai vuota restava

    lui stanco e sudato aspettava

    lei per scherzo girò la sua gonna

    e si mise a danzarlei aveva occhi tristi e beveva

    volteggiava e rideva ma pareva soffrir

    lui parlava stringeva ballava

    guardava quegli occhi e provava a capir

    e disse son zoppo per amore

    la donna mia m’ha spezzato il cuore

    lei disse il cuore del mio amore

    non batterà mai piùe dopo al profumo dei fossi

    a lui parve in quegli occhi potere veder

    lo stesso dolore che spezza le vene

    che lascia sfiniti la sera

    la luna altre stelle pregava

    che l’alba imperiosa cacciava

    lei raccolse la gonna spaziosa

    e ormai persa ogni cosa

    presto lo seguìpiangendo urlando e godendo

    quella notte lei con lui si unì

    spingendo, temendo e abbracciando quella notte

    lui con lei capì

    che non era avvizzito il suo cuore

    e già dolce suonava il suo nome

    sciolse il suo voto d’amore

    e a lei si donòpoi d’estate bevendo e scherzando

    una nuova stagione a lui parve venir

    lui parlava inventava giocava

    lei a volte ascoltava e si pareva divertir

    ma giunta che era la sera

    girata nel letto piangeva

    pregava potere dal suo amore

    riuscire a ritornare un giorno al profumo dei fossi

    lui invano aspettò di vederla arrivar

    scendeva ormai il buio e trovava

    soltanto la rabbia e il silenzio di sera

    la luna altre stelle pregava

    che l’alba imperiosa cacciava

    restava l’angoscia soltanto

    e il feroce rimpianto

    per non vederla ritornaril treno è un lampo infuocato

    se si guarda impazziti il convoglio venir

    un momento, un pensiero affannato

    e la vita è rapita senza altro soffrir

    la poteron riconoscere soltanto

    dagli anelli bagnati dal suo pianto

    il pianto di quell’ultimo suo amore

    dovuto abbandonarlui non disse una sola parola

    no, non dalla sua gola un sospiro fuggì

    i gendarmi son bruschi nei modi

    se da questi episodi non han da ricavar

    così resto solo a ricordare

    il liquore pareva mai finire

    e dentro quel vetro rivide

    una notte d’amorquando dopo al profumo dei fossi

    a lui parve in quegli occhi potere veder

    lo stesso dolore che spezza le vene

    che lascia sfiniti la sera

    la luna altre stelle pregava

    che l’alba imperiosa cacciava

    a lui restò solo il rancore

    per quel breve suo amore

    che mai dimenticò