Come difenderci dallo stalking

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    Ammiratori ossessivi, telefonate anonime, un ex fidanzato che non riesce a rassegnarsi e vi perseguita seguendovi ovunque, inviandovi sms e lettere. Tutto questo si chiama stalking (sindrome di molestie assillanti). E’ un termine molto diffuso, una volta si usava solo per i personaggi dello spettacolo spesso vittime di fan squilibrati.

    Secondo l’Osservatorio Nazionale Stalking il 20% degli italiani è stato vittima di stalking almeno una volta negli ultimi 5 anni e circa il 10% degli omicidi volontari ha avuto come inizio atti di stalking. Oggi questo tipo di molestia è punito con reclusione fino a 4 anni, impariamo quindi a difenderci.

    Cerchiamo di capire quando ci troviamo vittime dello stalking. Possono essercene di due tipi: quello mediato e quello invece di contatto. Nel primo caso siamo vittime di lettere, sms, magari rancorosi e di minaccia, email, telefonate, qualcuno è arrivato anche a fare dei murales. Nel secondo, invece, veniamo seguite, pedinate, riceviamo visite improvvise sotto casa o sul posto di lavoro. Il nostro persecutore cerca di avvicinarci in qualsiasi modo.

    Di solito i nostri stalker sono persone che hanno fatto parte della nostra vita e a un certo punto si sono sentite rifiutate. Per difenderci cerchiamo di non cambiare le nostre abitudini, la nostra routine e il nostro numero di telefono. La cosa migliore è far finta di nulla, non mostrare di essere intimorite. Non stiamo però da sole (soprattutto nei tragitti a piedi), conserviamo i messaggi e se la cosa diventa preoccupante, rivolgiamoci alle forze dell’ordine.