Convivere, quando diventa un incubo

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    Andare a convivere e scoprire che quel sogno romantico non è poi tutto cuori e nuvolette rosa. Benvenute nella realtà. Da quanti mesi siete sotto lo stesso tetto? Non preoccupatevi migliorerà sicuramente, ciò che conta è l’impegno (reciproco).

    Giorno e notte, finalmente insieme. Che sia programmata da tempo o decisa d’istinto dopo un innamoramento lampo, la convivenza sarà un test dell’intesa di coppia. Le prime settimane corrono veloci, tra la novità della casa, cene con amici e parenti. C’è l’inaugurazione del nido d’amore, l’emozione di ritrovarsi sul divano la sera per vedere un film.

    Poi inizia a cambiare qualcosa: il vostro lui o la vostra lei si manifesta come un individuo insopportabile. La quotidianità ingrandisce i piccoli dettagli, il calzino buttato per terra innervosisce, una frase fuori posto può spezzare l’incanto.

    I litigi inizieranno a piovere copiosi. Molte persone si lasciano, tornano a casa da mamma. Non lo trovo giusto, perché se avete fatto questa scelta è perché di base c’erano delle motivazioni profonde. Lasciando passare un po’ di tempo si stabiliscono ruoli e mansioni anche nella gestione concreta della casa. Si crea l’ordine e la routine e si superano quei fastidiosi atteggiamenti.

    Inoltre, cerchiamo di capire che non dobbiamo rinunciare alla nostra vita. Solo perché si sta convivendo non significa che si deve trascorrere insieme ogni secondo. Manteniamo le abitudini e le nostre amicizie. E poi impariamo a essere flessibili (lo dico soprattutto alle ragazze che sono un po’ più precisine). Altra regola d’oro: delegare. Non accentrate tutto nelle vostre mani, lasciate fare un po’ anche al partner.