Divorzio e famiglie allargate in aumento

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    I divorzi in aumento, famiglie allargate (molto allargate). Insomma il modello tradizionale mamma, papà e due figlie sembra davvero superato. Il campanello suona negli Usa e i sociologi s’interrogano su come uscire da questo strano modo di vivere, in cui ci si giura amore eterno più volte in una stessa vita.

    L’8% dei minori di 15 in America ha vissuto con almeno 3 padri diversi (quello naturale, il patrigno e l’attuale compagno della mamma). In Svezia questi ragazzi rappresentano quasi il 3% e in Europa il dato medio non tocca 1%. Insomma, una realtà ancora passato l’Oceano.

    Negli Usa i divorzi sono il 20% e ogni anno il Paese spende 150 milioni di dollari nella Healthy marriage iniziative, l’Iniziativa per il matrimonio sano. Ma non è tutto. Nel testo The forbidden Fruit, il sociologo Mark Regnerus osserva che i matrimoni avvengono sempre più tardi (per gli uomini dopo i 28 e per le donne dopo i 26): neosposi sono invecchiati di 5 anni in circa 30anni. E questo potrebbe essere uno dei problemi.

    Sposarsi giovani (ovviamente finito gli studi) vuol dire crescere insieme, adattarsi alle abitudini dell’altro con più facilità, maturare e affrontare le prime difficoltà facendo squadra, perché il matrimonio è un po’ anche questo. Aspettare di aver passato i 30 anni può essere un rischio, sembra più facile perché si è consolidato il reddito ma la convivenza è più dura.

    Un dibattito impegnativo che divide le opinioni: i matrimoni tra i 20enni sono considerati prematuri, i giovani per questioni economiche, e non solo, fanno fatica a staccarsi dai genitori (e viceversa). Ma come scrive Ennio Caretto su Io donna, si tratta di un problema serio che la società deve affrontare perché il matrimonio è l’istituzione che la rende stabile.