Divorzio, il business delle separazioni

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    Il divorzio è proprio il sintomo di un cambiamento sociale. Un tempo era davvero una scelta alternativa, pochissime persone decidevano di lasciarsi legalmente: alcune perché costrette dai doveri morali, altri perché non vedevano un’alternativa alla famiglia d’origine. Ecco oggi non è più così e se da un lato è sinonimo di libertà individuale dall’altro mi spaventa perché è chiaro che oggi i rapporti sono destinati a finire. I dati Istat lo confermano: in quindici anni sono triplicati. Nel 1995 se ne contavano 80 ogni mille matrimoni, nel 2005 si era saliti a 150, per toccare quota 273 nel 2007. Per renderla più chiara ogni anno si sfasciano circa 200 mila famiglie.

    Ecco allora che in questo contesto la fiera del divorzio ha davvero un senso. Così come la nascita di nuove figure, gli antagonisti dei wedding planner: il divorce planner. Una persona, o più spesso un’agenzia, che offre un pacchetto completo di servizi per accompagnare la persona alla dura scelta. Serve avvocato, un’azienda di trasporti, un’agenzia immobiliare e un supporto psicologico.

    Questo weekend al salone milanese si è potuti davvero conoscere tutte le necessità principali di un single di ritorno. E per l’occasione, la FNAC ha presentato la proposta, per chi si separa, di una lista regalo presso i propri negozi. Infine, un appuntamento importante per i single: 6 giugno c’è la Strasingle, la marcia non competitiva per chi è solo per scelta o per volontà altrui.

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