Divorzio, la nuova moda è trasferirsi all’estero per lasciarsi definitivamente

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    Il divorzio non solo fa male all’anima, ma anche al portafoglio. Qualche giorno fa, infatti, abbiamo fatto i conti in tasca ai coniugi che scelgono di prendere strade diverse e il bilancio è stato molto negativo: lasciarsi può arrivare a pesare fino a 30 mila euro. Si parte da una cifra minima di 2 mila solo per la separazione a un massimo di 15 mila solo per il divorzio. Per questo motivo e poi per ridurre i tempi di attesa, molte coppie si trasferiscono all’estero. Lasciare il paese e divorziare è la nuova tendenza.

    La metà più gettonata è la Romania, dove sia le spese legali sia i tempi burocratici sono minimi. Stando ai dati recenti illustrati da Gian Ettore Gassani, avvocato esperto in Diritto di famiglia, sono circa 8 mila le coppie che, negli ultimi sei anni, sono andate all’estero per divorziare. L’operazione non è complessa: si chiede una rapida residenza, si fa richiesta di divorzio e appena ottenuto si fa registra in Italia.

    L’avvocato ha quindi commentato: “Insomma, oltre al turismo procreativo adesso c’è anche quello divorziale”. E purtroppo questa non è una battuta, ma un dato di fatto. La pratica in questione, ovviamente, costa meno e soprattutto quello che si riducono drasticamente sono i tempi d’attesa. Inoltre, bisogna partire dal presupposto che il 98 percento delle coppie che presentano richiesta di separazione non torna più indietro. È raro quindi che due coniugi ci ripensino.

    È vero che i matrimoni arrivano a un’età più matura rispetto al passato e che di conseguenza certe scelte sono decisamente più elaborate. Per arginare questa situazione, la proposta di ridurre i tempi burocratici potrà sicuramente far presa. Si vuole ridurre da tre a un anno il periodo di separazione e saranno solo due se ci sono minori.

    Foto di hummyhummy