Divorzio “sereno e consensuale” per evitare i controlli del fisco

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    Divorzio sereno consensuale

    Difficilmente un divorzio può dirsi sereno. Il più delle volte quando finisce un amore, moglie e marito si danno battaglia in tribunale per la divisione dei beni, per l’affidamento dei figli, per il mantenimento e magari anche solo per fare un dispetto. Le cose però potrebbero cambiare, perché la lotta all’evasione entra anche nelle stanze del Tribunale. È proprio qui, infatti, che i coniugi possono svelare il loro patrimonio, talvolta non del tutto trasparente.

    Il Tribunale di Roma ha assunto una formula chiamata disclosure (già in uso in Gran Bretagna). Durante la causa di divorzio, i coniugi contendenti devono esibire un profilo completo della propria situazione economica. Ecco quindi che molte coppie hanno deciso di scegliere il divorzio consensuale, prendendo accordi in separata sede, anche con un po’ di amarezza.

    È ovvio che coloro invece che non hanno nulla da nascondere saranno avvantaggiati da questa soluzione, soprattutto nel caso uno dei due coniugi sia particolarmente debole.

    Il Tribunale di Roma, in una nota, ha fatto sapere: “Invita le parti a intraprendere prima dell’udienza presidenziale un percorso di mediazione presso i centri presenti sul territorio per “raggiungere un accordo” con particolare riferimento alla tutela dell’ interesse morale e materiale dei figli”. Dovrebbe essere sempre così. In questo modo le aule di giustizia non sarebbero affollate da sciocche questioni private e si potrebbero risparmiare molte spese inutili.