Gelosia ossessiva: come combattere la sindrome di Otello

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    Gelosia ossessiva: come combattere la sindrome di Otello

    La gelosia ossessiva, anche detta sindrome di Otello, avrebbe ragioni scientifiche. A provocarla, secondo una ricerca del Dipartimento di Medicina clinica dell’Università di Pisa, sarebbe un eccesso di dopamina. A detta dei ricercatori, è localizzata in un’area del cervello situata nella corteccia frontale ventro-mediale. Scopriamo come combatterla e cos’è nello specifico.

    La sindrome di Otello non è paragonabile alla normale gelosia, che in dosi ridotte può addirittura far bene all’amore. Si tratta della sua forma più oscura, quel tipo di gelosia che porta alla possessività e sfocia, a volte, in gesti estremi. Secondo la ricerca citata, la causa andrebbe rintracciata in un eccesso di dopamina, sostanza che collega i neuroni nell’ambito delle attività cognitive e legate agli affetti. Secondo Donatella Marazziti, professoressa dell’Università toscana, questa scoperta, sebbene ancora allo stato embrionale, potrebbe un giorno aiutare gli scienziati a individuare le cause di tale comportamento e combatterlo con i dovuti strumenti. Nonché a identificare eventuali soggetti a rischio e trattarli in modo tempestivo.

    Sorge spontaneo chiedersi se la gelosia possa davvero dipendere da un eccesso di dopamina e anche se fosse, perché il geloso ossessivo ha una tale concentrazione di questa sostanza? Difficile credere a una spiegazione puramente “fisica”: come la mettiamo con le emozioni, il vissuto della persona, le sue esperienze?

    Ma ci si spinge oltre affermando che la gelosia abbia un suo significato dal punto di vista evolutivo, tant’è che rientra tra le emozioni primarie. La paura della perdita del partner deriverebbe, in tale ottica, dal desiderio di proteggere la prole. Quindi mera questione di sopravvivenza. Sempre secondo i ricercatori, la gelosia ossessiva si distingue dalle altre forme perché patologica, insistente, senza motivo, caratterizzata da sospetti continui, insicurezza, ansia.

    Un’ulteriore ricerca aveva rilevato l’origine della gelosia in specifiche aree del cervello, diverse da donne a uomini. Questi ultimi si erano dimostrati più propensi a svilupparla. Ma come combattarla? Per ora non è dato a sapersi perché persino la psicologia ha difficoltà ad arginarla.