Il divorzio breve piace agli italiani: l’82% è favorevole

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    Divorzio breve

    Il divorzio breve è un sogno per molti italiani. I tempi della giustizia sono molto lunghi nel nostro paese e sono davvero tante le coppie che devono aspettare anni (almeno tre) per dividere legalmente le proprie strade. Da qualche mese si sta discutendo sulla possibilità di accorciare questo periodo di separazione a un anno e l’idea piace molto, tanto che l’82 percento dei nostri connazionali si è detto favorevole. La percentuale, inoltre, sale tra i giovani, toccando il 92 percento, mentre è un po’ più bassa tra i maggiori di 65 anni (71 percento). In entrambi i casi resta comunque un dato davvero molto positivo.

    Gli italiani promuovono il divorzio breve

    I dati che abbiamo appena letto insieme sono solo una parte di un ampio studio elaborato da Eurispes. Lo studio “Il divorzio breve. L’opinione degli italiani” è stato realizzato dall’Osservatorio permanente sulle famiglie, diretto dall’avvocato Andrea Catizone. Ma chi sono i favorevoli al divorzio breve? Sono persone che hanno studiato, l’83,7 percento dei diplomati e l’85,5 percento dei laureati, il 74,5 percento di chi non ha titolo di studio o solo licenza elementare o media. L’orientamento politico ha il suo peso, perché a sinistra si sfiora il 90 percento dei sì, mentre a destra 77,8 percento, mentre al centro si scende al 62,3 percento. Ovviamente c’è una piccola fetta (15,8 percento) che non è convinta di accorciare i tempi di separazione. Quali sono le paure? Dal rapporto si legge che “le cui remore sono probabilmente ascrivibili al credere profondamente nell’indissolubilità del vincolo matrimoniale e al ritenere che abbassando le barriere all’uscita del legame che regola la vita di una coppia sposata si possa portare le persone ad affrontare con più leggerezza questo passo”.

    Il turismo del divorzio

    I tempi di separazione sono troppo lunghi? Perché non volare all’estero? È sempre più diffuso il fenomeno dei pacchetti low cost “all-inclusive”. Quali sono i paesi in cui si migra per divorziare? Si va soprattutto in Romania, dove si stanno moltiplicando vere e proprie agenzie, legali, studiate proprio per accogliere gli italiani che non riescono a lasciarsi nelle loro città d’origine. I costi sono decisamente inferiori a quelli cui siamo abituati: si spende in media 4 mila euro e l’agenzia si occupa di tutto: dalle pratiche all’assistenza legale, al soggiorno. Si sale di prezzo se si va in Spagna (euro 7000), in Francia (13.000) e in Inghilterra 15.000. L’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell’Ami, Associazione avvocati matrimonialisti italiani, ha dichiarato: “In media in Italia quando la coppia è d’accordo su tutto (casa, mantenimento e affidamento dei figli) per ottenere il divorzio, devono passare almeno quattro anni. Quando invece vi è un conflitto e vi sono sbocchi in appello e in Cassazione si arriva ad attendere dagli otto ai dodici anni per ottenere lo stato libero”. Sono davvero tempi esagerati, che è il caso di ridurre quanto prima.

    Dolcetto o scherzetto?