Il punto G: dove si trova e come stimolarlo

Il punto G, fantasia o realtà? Sebbene alcuni studi ne abbiano sfatato il mito, molte donne dichiarano di conoscerlo e di aver sperimentato il piacere che deriva dalla sua stimolazione. Ma dove si trova precisamente il punto G e come stimolarlo al meglio? Ecco alcuni consigli ad hoc.

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    Il punto G: dove si trova e come stimolarlo

    Dove si trova il punto G e come stimolarlo? Si dice sia una zona segreta situata nella vagina che, stimolata, dona un piacere indescrivibile. Eppure c’è anche chi sostiene che non esista affatto, nonostante alcune donne affermino di aver provato questo tipo di orgasmo. Ma allora il punto G femminile esiste? Cerchiamo di capirlo approfondendo le sue origini, offrendovi qualche dettaglio per capire dov’è e come si stimola.

    Cos’è il punto G

    Il punto G è una minuscola protuberanza di tessuto ricca di terminazioni nervose, situato nella parte anteriore della vagina, che può procurare molto piacere alla donna purché stimolato in modo corretto. Dove e quando si è iniziato a parlare del punto G per la prima volta? A quanto pare addirittura nell’antichità quando questa zona erogena prendeva il nome di “punto del sole”. In Occidente sarebbe stato Reigner de Graaf a parlarne per primo nel ’600, che riteneva si trovasse vicino alla vagina. Un altro medico che ne ha parlato, cui si deve il nome di Punto G, è stato il dottor Grafenbergh, mentre a individuarlo sarebbero stati dei medici francesi.

    Punto G: dove si trova

    Il punto G dove si trova esattamente? La posizione esatta, secondo chi crede nella sua esistenza, è la parete anteriore della vagina, per l’esattezza dietro l’osso pubico, a qualche centimetro dall’ingresso del canale vaginale. Detto questo, come trovare il punto G? Ci si può far aiutare dalla sua consistenza che a quanto pare è più ruvida delle pareti che lo circondano: questa particolarità ne favorisce appunto l’individuazione. Ma come abbiamo visto non mancano le critiche, alcuni sessuologi italiani si sono schierati contro il Punto G sfatandone il mito, ciò nonostante si continua a parlarne e sono molte le donne che dichiarano di aver provato l’orgasmo vaginale.

    Le posizioni per stimolare il punto G

    Il punto G femminile se stimolato correttamente procurerebbe un piacere molto intenso, associato alla produzione di un liquido biancastro somigliante allo sperma maschile, la cosiddetta eiaculazione femminile. C’è persino chi sostiene che la discesa del feto durante il parto possa stimolarlo e alcune donne, durante il travaglio, provano l’orgasmo a causa di questa stimolazione. I modi più semplici per stimolare il punto G sono la stimolazione manuale da parte del partner, che dev’essere il più possibile lenta e delicata, e la masturbazione semplice o favorita dall’impiego di appositi sex toys studiati per favorire l’orgasmo vaginale.

    Inoltre esistono specifiche posizioni del Kamasutra per stimolare il punto G come la pecorina e l’amazzone. Anche la posizione del missionario può rivelarsi utile purché i fianchi di lei vengano sostenuti da cuscini in modo da favorire lo sfregamento della parte anteriore della vagina da parte del pene. Una posizione che sembra assicurarne la stimolazione è anche quella del cucchiaio, in cui lui penetra la donna da dietro, entrambi stesi su un fianco. Il punto G in questo caso è stimolato non tanto dalla penetrazione, che è poco profonda, ma dall’angolazione della posizione assunta dai due partner. Come dimenticare infine il cosiddetto levriero, posizione in cui lui penetra da dietro lei inginocchiata: qui la penetrazione è profonda e permette di raggiungere facilmente l’orgasmo vaginale.