Innamorarsi a 30 anni: le 8 cose che si imparano dopo gli ‘enta’

Innamorarsi a 30 anni è diverso dai 20 perché con il passare dell'età, il modo di vedere le cose cambia. Se in giovinezza l'amore è all'insegna del puro romanticismo e poco importa se fa soffrire, dagli enta in poi si inizia a dare importanza anche ad altre cose.

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    Innamorarsi a 30 anni cosa comporta? Ecco le 8 cose che si imparano dopo gli “enta” sui sentimenti e le relazioni di coppia. E’ facile che a quest’età si cominci a pensare alla famiglia e anche quando si rimane single, i desideri in relazione a un eventuale partner cambiano. Molte donne, dopo le esperienze accumulate nel corso degli anni, iniziano a desiderare un uomo collaborativo, che oltre a far battere il cuore, sia in grado di rispettarle e accompagnarle con fiducia nella vita.

    Bisogna scappare dagli egoisti

    Lasciarsi a 30 anni non è una cosa così insolita oggigiorno, l’importante è imparare dai propri errori, evitando per esempio gli uomini egoisti. A trent’anni è più facile individuarli, specialmente dopo giovinezze trascorse tra le braccia di narcisisti e tipi simili.

    Non serve fare le crocerossine

    A 20 anni si ha la tendenza a fare le crocerossine, salvando il dannato di turno. A 30 non si ha più voglia di questi giochetti masochisti e si inizia a pensare al proprio benessere, scegliendo uomini che oltre a farci battere il cuore, siano rispettosi e collaborativi. Ecco perché innamorarsi a 30 anni è un’esperienza nuova rispetto al passato.

    I salvatori vanno evitati

    Trovare l’amore a 30 anni aiuta ad evitare alcune trappole. Per esempio si impara a riconoscere i salvatori. Ovvero quel tipo di uomini convinti che le donne siano vittime indifese da trarre in salvo con la propria mascolinità.

    Essere single non è una tragedia

    Ritrovarsi single a trent’anni non è una tragedia ma un’opportunità di crescita. Perché a una certa età si intuisce che la famiglia è importante ma non è un obbligo. Arriva quando ci si sente pronti, a dispetto dell’età.

    Niente imbarazzo a letto

    Prima dei 30 capita di provare imbarazzo nel chiedere al compagno di esaudire i propri desideri. Dopo i 30 si capisce invece che non c’è nulla di male nel condividere le proprie fantasie e che anzi, questo atteggiamento migliora il rapporto.

    L’uomo giusto sa ascoltare

    A 20 anni ci si convince facilmente che lui sia l’uomo giusto anche se tutti i segnali dimostrano il contrario. Dopo i 30 si è più intuitive e si capisce che l’uomo giusto presta ascolto alle proprie parole e si comporta con rispetto.

    Non investire in uomini dannati

    Ritrovarsi single a 30 anni è meglio che farsi accompagnare dai classici belli e dannati. A quest’età una donna desidera investire le proprie forze in una relazione costruttiva e per questo sa di dover tenere alla larga i maschi complicati, che tanto ricevono e poco danno.

    Diffidare dei “ti amo” al primo appuntamento

    Dire ti amo a una persona non è automatico perché occorre tempo per capire cosa si prova per l’altro e per conoscerlo. A 20 anni però ci si lascia trasportare dall’emozione del momento, a 30 si impara a valutare bene la situazione.