L’amore a prima vista è una questione mentale

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    amore a prima vista

    L’amore a prima vista non è una favola. Esiste veramente. Ci si guarda e scatta subito un’attrazione senza freni. Ci sono persone che dopo una settima convivono o progettano di sposarsi. Certo, non è detto che questo colpo di fulmine non sia anche un po’ passeggero. Ci si fa prendere dal desiderio dell’altro, senza riflettere bene sulle cose che stanno accadendo. Non ci si chiede se la persona che abbiamo conosciuto sia realmente adatta a noi. Si vive d’istinto. È bello, ma è anche pericoloso. Come avvengono certe dinamiche?

    È vero che le prime impressioni sono quelle che contano, così com’è vero che spesso i pregiudizi possono portare le persone a commettere degli errori ingiustificati. Tutto questo dipende da dei meccanismi cerebrali che si attivano quando conosciamo qualcuno, e che freneticamente elaborano un’idea, quasi sempre definitiva, sul tipo di sentimento che proveremo per lei.

    Lo sostengono i ricercatori dell’Università di New York, guidati da Elizabeth Phelps, che hanno verificato che esistono ben due aree del cervello sono coinvolte in questo processo. Per l’esattezza l’amigdala e la corteccia cingolata posteriore. Questa è la dimostrazione per cui il cervello impazzisce alla fine di un amore.

    La prima, si trova nel lobo temporale mediale, e si occupa dei processi emotivi, la seconda invece si occupa delle valutazioni razionali. La risonanza magnetica ha verificato il lavoro di queste di zone. Forse le storie seguono davvero lo stesso copione?