L’amore ai tempi della crisi

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    Com’è cambiato l’amore ai tempi della crisi? La parola d’ordine del 21esimo secolo è “insicurezza”: economica, professionale, politica, sentimentale. Ovunque si volga lo sguardo, la precarietà la fa da padrona, persino l’amore si è fatto progressivamente instabile. Oramai matrimonio e posto fisso sono retaggio di un’epoca passata, quando un solo lavoro per tutta la vita era motivo d’orgoglio, quando per “amore” si chiudeva un occhio (e anche due). La crisi sta introducendo una nuova forma mentis, votata al cambiamento, costi quel che costi. Le relazioni di un tempo duravano per sempre, quelle di oggi si esauriscono nel tempo di una vacanza estiva. Stress da precarietà? Mancanza di speranza nel futuro? O si tratta piuttosto dei primi germogli, ancora fragili e immaturi, di un nuovo stile di vita? E se la crisi fosse solo un pretesto per aiutarci a far piazza pulita di consuetudini stantie? Tutti desideriamo l’amore eterno, purché sia una libera scelta, non una subdola imposizione sociale.

    Scoppia la crisi, scoppiano le coppie

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    Scoppia la crisi, scoppiano le coppie. L’amore eterno esiste davvero o è un sogno ad occhi aperti? E come mai al giorno d’oggi sembra impossibile da realizzare? La crisi ci mette lo zampino, comportando notevole stress, disorientamento e sfiducia nel futuro, che si riversano inevitabilmente sull’equilibrio di coppia. E a quanto pare l’instabilità professionale incide anche sull’eros, numerose ricerche hanno infatti evidenziato, negli ultimi tempi, un notevole calo del desiderio maschile, dovuto più che alla mancanza d’amore ad esaurimento da precarietà. Ma ovvio, non è il solo motivo. Le donne di un tempo, abituate a un ruolo subalterno, erano più inclini a certi compromessi. Che sia stata la loro pazienza il vero motore dei matrimoni (duraturi) di antica memoria? Probabilmente la scomparsa dei vecchi ruoli, rigidi e immutabili, ha contribuito a precarizzare l’amore.

    Ai tempi della crisi le donne rifiutano i disoccupati

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    A quanto pare la crisi non influisce solo sull’equilibrio di coppia, ma anche sulla scelta dei potenziali partner. Secondo una ricerca dell’Huffington Post il 75% delle donne, di questi tempi, non uscirebbe con un disoccupato sia a causa del timore di ritrovarsi a dover mantenere la famiglia, sia per la paura di avere un’attività di coppia limitata. L’identità professionale sembra incidere notevolmente nelle scelte sentimentali femminili, probabilmente ancora influenzate da retaggi culturali maschilisti, duri a morire. Le donne, più degli uomini, sembrano orientate a cercare sicurezze nel lavoro del partner, questo certo non è un bene, anche perchè i maschietti non si pongono lo stesso problema. Ma da che mondo è mondo la povertà ha sempre reso più inclini al buon partito! Preoccuparsi è legittimo, retrocedere un errore. L’amore dev’essere libero da condizionamenti di ogni sorta, il rischio di delusione, e separazione, è altrimenti molto elevato.