Le coppie di fatto in Italia

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    Milano, riconoscimento coppie di fatto

    La normativa che regola le coppie di fatto in Italia è attualmente inesistente. Nonostante siano state effettuate proposte di legge in Parlamento e nonostante la Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo, la Carta di Nizza, il Trattato di Lisbona e le diverse Risoluzioni del Parlamento Europeo, l’Italia non si è ancora data una ragolamentazione ufficiale in merito. A livello comunale invece ci sono gli esempi di Milano, Torino, Napoli e Palermo, che hanno adottato il registro delle unioni civili. Che in Italia si parli di nozze civili e famiglia di fatto resta un tabù. La morale cattolica che si oppone alle coppie di fatto è ribadita dal Vaticano in ogni occasione.

    Monsignor Vincenzo Paglia ha precisato proprio oggi: “Per quanto riguarda le ‘unioni civili’ parlare di matrimonio, di nozze, di famiglia, è soltanto assurdo e fuori luogo. La morale cattolica non segue le mode ed i venti di stagione. Diritti civili e diritti sociali certamente, ma equiparare la loro ‘unione’ alla famiglia e alla coppia ‘maschio e femmina li creò’ è non solo contro la natura, ma anche contro il buon senso. Le situazioni personali non possono diventare norma e legge di vita. Non discriminazione, ma comprensione e attenzione pastorale nei loro riguardi. Questo, però, non vuol dire ‘equiparare’ i diritti individuali con i diritti della coppia unita in matrimonio.

    Cosa sono le coppie di fatto

    Per coppie di fatto si intende una unione di due persone che sebbene non vincolate da matrimonio abbiano comunque una comunanza di vita e di interessi. La famiglia di fatto si basa sulla stabilità di coppia e sulla serietà di intendi da perseguire insieme, quindi, anche se non viene firmato alcun contratto come accade invece nel matrimonio, non lo si può considerare un passo privo di responsabilità nei confronti del partner. Esistono poi tante coppie formate da persone dello stesso stesso che, convivendo, possono essere considerate coppie di fatto. Questo purtroppo però non significa in automatico avere riconosciuti i propri diritti.

    Diritti delle coppie di fatto

    Solo con il contratto di convivenza possono essere tutelati alcuni dei diritti negati alle coppie di fatto. Con il contratto di convivenza è possibile stabilire: il diritto di abitazione, il diritto a versare mensilmente una somma al convivente, una comunione dei beni tra conviventi e altri tipi di regole tra i due partner di fatto. Infatti la convivenza da sola non garantisce ai componenti della coppia di fatto i diritti civili che si contraggono con il matrimonio. In parole povere i soggetti in questione sottostanno, per quanto riguarda i diritti e i doveri della convivenza, all’ordinamento giuridico italiano.

    Affidamento figli

    In caso di figli naturali, ovvero di figli nati in una coppia di fatto senza matrimonio e riconosciuti dalla coppia, i diritti e i doveri nei loro riguardi nascono automaticamente per il solo fatto della procreazione. Ad oggi l’art. 317-bis sancisce espressamente nei confronti di genitori di un figlio nato al di fuori del matrimonio uno status analogo a quello dei genitori legati da vincolo matrimoniale. Anche un’altra legge regolamenta l’affidamento dei figli: è la legge numero 54 del 2006 e prevede che si applichino anche nei confronti di genitori non coniugati le norme in materia di affidamento. Questo vuol dire che i conviventi, anche se viene sciolta la comunione di vita della coppia di fatto, potranno chiedere di ottenere l’affidamento dei figli recandosi da un giudice.