Le migliori poesie d’amore di sempre

da , il

    Ci sono tantissimi poeti che hanno scritto meravigliose parole d’amore: oggi vi voglio proporre alcune dell più belle poesie, le più intense e significative. Nazim Hikmet, Pablo Neruda, Giacomo Laopardi, Jacques Prévert: ecco alcuni dei miei poeti preferiti di sempre. Credo che dedicare anche oggi, queste poesie non sia affatto anacronistico, anzi. Le parole d’amore valgono oggi come 100 anni fa: se vi sentite particolarmente coinvolti e romantici non esitate a farlo.

    A Silvia

    Silvia, rimembri ancora

    quel tempo della tua vita mortale,

    quando beltà splendea

    negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,

    e tu, lieta e pensosa, il limitare

    di gioventù salivi?

    Sonavan le quiete

    stanze, e le vie dintorno,

    al tuo perpetuo canto,

    allor che all’opre femminili intenta

    sedevi, assai contenta

    di quel vago avvenir che in mente avevi.

    Era il maggio odoroso: e tu solevi

    così menare il giorno.

    Io gli studi leggiadri

    talor lasciando e le sudate carte,

    ove il tempo mio primo

    e di me si spendea la miglior parte,

    d’in su i veroni del paterno ostello

    porgea gli orecchi al suon della tua voce,

    ed alla man veloce

    che percorrea la faticosa tela.

    Mirava il ciel sereno,

    le vie dorate e gli orti,

    e quinci il mar da lungi, e quindi il monte.

    Lingua mortal non dice

    quel ch’io sentiva in seno.

    Che pensieri soavi,

    che speranze, che cori, o Silvia mia!

    Quale allor ci apparia

    la vita umana e il fato!

    Quando sovviemmi di cotanta speme,

    un affetto mi preme

    acerbo e sconsolato,

    e tornami a doler di mia sventura.

    O natura, o natura,

    perché non rendi poi

    quel che prometti allor? perché di tanto

    inganni i figli tuoi?

    Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,

    da chiuso morbo combattuta e vinta,

    perivi, o tenerella. E non vedevi

    il fior degli anni tuoi;

    non ti molceva il core

    la dolce lode or delle negre chiome,

    or degli sguardi innamorati e schivi;

    né teco le compagne ai dì festivi

    ragionavan d’amore.

    Anche peria tra poco

    la speranza mia dolce: agli anni miei

    anche negaro i fati

    la giovanezza. Ahi come,

    come passata sei,

    cara compagna dell’età mia nova,

    mia lacrimata speme!

    Questo è quel mondo? questi

    i diletti, l’amor, l’opre, gli eventi

    onde cotanto ragionammo insieme?

    questa la sorte dell’umane genti?

    All’apparir del vero

    tu, misera, cadesti: e con la mano

    la fredda morte ed una tomba ignu da

    mostravi di lontano.

    - Giacomo Leopardi

    Io ti chiesi

    Io ti chiesi perché i tuoi occhi

    si soffermano nei miei

    come una casta stella del cielo

    in un oscuro flutto.

    Mi hai guardato a lungo

    come si saggia un bimbo con lo sguardo,

    mi hai detto poi, con gentilezza:

    ti voglio bene, perché sei tanto triste

    - Hermann Hesse

    Questo amore

    Questo amore

    Così violento

    Così fragile

    Così tenero

    Così disperato

    Questo amore

    Bello come il giorno

    Cattivo come il tempo

    Quando il tempo e cattivo

    Questo amore così vero

    Questo amore così bello

    Così felice

    Così gioioso

    Così irrisorio

    Tremante di paura come un bambino quando e buio

    Così sicuro dì sé

    Come un uomo tranquillo nel cuore della notte

    Questo amore che faceva paura

    Agli altri

    E li faceva parlare e impallidire

    Questo amore tenuto d’occhio

    Perché noi lo tenevamo d’occhio

    Braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato

    Perché noi l’abbiamo braccato ferito calpestato fatto fuori negato cancellato

    Questo amore tutt’intero

    Così vivo ancora

    E baciato dal sole

    E’ il tuo amore

    E’ il mio amore

    E’ quel che e stato

    Questa cosa sempre nuova

    Che non e mai cambiata

    Vera come una pianta

    Tremante come un uccello

    Calda viva come l’estate

    Sia tu che io possiamo

    Andare e tornare possiamo

    Dimenticare

    E poi riaddormentarci

    Svegliarci soffrire invecchiare

    Addormentarci ancora

    Sognarci della morte

    Ringiovanire

    E svegli sorridere ridere Il nostro amore non si muove

    Testardo come un mulo

    Vivo come il desiderio

    Crudele come la memoria

    Stupido come i rimpianti

    Tenero come il ricordo

    Freddo come il marmo

    Bello come il giorno

    Fragile come un bambino

    Ci guarda sorridendo

    Ci parla senza dire

    E io l’ascolto tremando

    E grido

    Grido per te

    Grido per me

    Ti supplico

    Per te per me per tutti quelli che si amano

    E che si sono amati

    Oh sì gli grido

    Per te per me per tutti gli altri

    Che non conosco

    Resta dove sei

    Non andartene via

    Resta dov’eri un tempo

    Resta dove sei

    Non muoverti

    Non te ne andare

    Noi che siamo amati noi t’abbiamo

    Dimenticato

    Tu non dimenticarci

    Non avevamo che te sulla terra

    Non lasciarci morire assiderati

    Lontano sempre più lontano

    Dove tu vuoi

    Dacci un segno di vita

    Più tardi, più tardi, di notte

    Nella foresta del ricordo

    Sorgi improvviso

    Tendici la mano

    Portaci in salvo.

    - Jacques Prévert

    Il più bello dei mari

    Il più bello dei mari

    è quello che non navigammo.

    Il più bello dei nostri figli

    non è ancora cresciuto.

    I più belli dei nostri giorni

    non li abbiamo ancora vissuti.

    E quello

    che vorrei dirti di più bello

    non te l’ho ancora detto.

    - Nazim Hikmet

    Anima mia

    Anima mia

    chiudi gli occhi

    piano piano

    e come s’affonda nell’acqua

    immergiti nel sonno

    nu da e vestita di bianco

    il più bello dei sogni

    ti accoglierà

    anima mia

    chiudi gli occhi

    piano piano

    abbandonati come nell’arco delle mie braccia

    nel tuo sonno non dimenticarmi

    chiudi gli occhi pian piano

    i tuoi occhi marroni

    dove brucia una fiamma verde

    anima mia.

    - Nazim Hikmet

    Il tuo sorriso

    Toglimi il pane, se vuoi,

    toglimi l’aria, ma

    non togliermi il tuo sorriso.

    Non togliermi la rosa,

    la lancia che sgrani,

    l’acqua che d’improvviso

    scoppia nella tua gioia,

    la repentina onda

    d’argento che ti nasce.

    Dura è la mia lotta e torno

    con gli occhi stanchi,

    a volte, d’aver visto

    la terra che non cambia,

    ma entrando il tuo sorriso

    sale al cielo cercandomi

    ed apre per me tutte

    le porte della vita.

    Amor mio, nell’ora

    più oscura sgrana

    il tuo sorriso, e se d’improvviso

    vedi che il mio sangue macchia

    le pietre della strada,

    ridi, perché il tuo riso

    sarà per le mie mani

    come una spada fresca.

    Vicino al mare, d’autunno,

    il tuo riso deve innalzare

    la sua cascata di spuma,

    e in primavera, amore,

    voglio il tuo riso come

    il fiore che attendevo,

    il fiore azzurro, la rosa

    della mia patria sonora.

    Riditela della notte,

    del giorno, della luna,

    riditela delle strade

    contorte dell’isola,

    riditela di questo rozzo

    ragazzo che ti ama,

    ma quando apro gli occhi

    e quando li richiudo,

    quando i miei passi vanno,

    quando tornano i miei passi,

    negami il pane, l’aria,

    la luce, la primavera,

    ma il tuo sorriso mai,

    perché io ne morrei.

    - Pablo Neruda