Legalize Love, Google sostiene l’amore gay

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Google ha lanciato una campagna per difendere l’amore gay. È Legalize Love, presentata durante il Global LGBT Workplace Summit di Londra, l’ evento volto a sostenere le coppie omosessuali, che ancora lottano per difendere un diritto semplicissimo: essere liberi di amarsi. L’amore legalizzato non è una cosa per tutti: non costa nulla, non ha vincoli, non ha interessi eppure innamorarsi può essere un’enorme fatica. Ecco quindi che anche Google ha deciso di dire la sua.

La campagna debutta in Polonia e a Singapore e ovviamente si farà strada nei paesi, dove è radicata una cultura omofobica e dove sono presenti ancora oggi leggi anti-gay. Perché quindi questi due Paesi? La Polonia, per esempio, è famosa per ostacolare il matrimonio tra omossessuali: il 79 percento della popolazione è infatti contrario. E lo stesso vale per Singapore. Google andrà poi alla conquista, almeno si fa per dire, dei Paesi arabi. Insomma, un lungo viaggio intorno al mondo per portare la tolleranza e anche un po’ più di sensibilità.

Il grande colosso digitale da anni si spende per questa mission. Nel 2008, per esempio, aveva espresso la sua posizione in occasione dell’abolizione dei matrimoni gay in California. Provvedimento duramente contestato. Un portavoce di Mountain View ha dichiarato: “Legalize Love è una campagna per promuovere condizioni più sicure per le persone gay e lesbiche, all’interno e all’esterno dell’ambiente lavorativo, in paesi con leggi anti-omosessualità”. Già perché non c’è solo il lato privato. In molti paesi omosessualità vuol dire ancora essere messi all’angolo.

Questa campagna arriverà anche in Italia? Per ora se ne parla, certo Google potrebbe avere il suo peso nel nostro paese, almeno in quanto grande potenza economica. Intanto, però le uniche voci che continuiamo a sentire sono quelle di Antonio Cassano, che caduto in una brutta gaffe il mese scorso durante gli Europei 2012, e Francesco Totti. Il capitano della Roma proprio in questi giorni si è espresso sull’omofobia, facendo emergere involontariamente certi pregiudizi dichiarando di rispettare l’omofobia. “Volevi dire che sei contro l’omofobia?”, gli sussurra Elena Turra, responsabile della comunicazione della Roma. “Sì, certo, sono contro. Contro Cassano, ecco volevo andare contro Cassano che ha detto quelle cose agli Europei…”. Insomma, anche il Pupone è caduto nel tranello, dimostrando che in Italia abbiamo tanto bisogno di Legalize Love.

Foto di publicdomainpictures.net

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Martedì 10/07/2012 da in

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