Matrimonio e convivenza: i principali motivi per lasciare la casa dei genitori

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    Sono un pochino stufa e offesa dalle continue accuse ai giovani: una generazione di bamboccioni, gente senza ideali, ecc. Etichette generiche, pregiudizi continui senza analizzare diverse dinamiche sociali. I ragazzi faticano a uscire di casa: alcuni avranno trovato l’hotel a cinque stelle gratis, altri invece si scontrano con problemi oggettivi: mancanza di lavoro, stipendi da fame, contratti da precari, affitti alle stelle e rette universitarie molto care. Oltre al fatto che non si può pensare di prendere casa e poi continuare a caricare i genitori dell’affitto. I ragazzi abbandonano il tetto di casa sono quando decidono di sposarsi.

    A rivelarlo è l’Istat che pubblica i risultati di un’indagine svolta nel 2007 su «Famiglia e soggetti sociali» che verifica l’intenzione e i cambiamenti rispetto ad una precedente indagine del 2003 che si basava su un campione di 10mila persone intervistate.

    I motivi? Si esce dalla famiglia di origine – si spiega nell’indagine – in primo luogo per matrimonio (43,7%), poi per esigenze di autonomia/indipendenza (28,1%) e per andare a convivere (11,8%). Motivi di lavoro sono segnalati dall’8,8% dei giovani e motivi di studio dal 5,5%. La graduatoria dei motivi di uscita cambia a livello territoriale.

    Ma perché i giovani non lasciano la famiglia d’origine? Tra le persone di 18-39 anni al 2003 che sono rimaste in famiglia tra il 2003 e il 2007, – sottolinea l’Istat – il 47,8% dichiara che il motivo per cui vive con la famiglia di origine è la presenza di problemi economici, il 44,8% sta bene così mantenendo comunque la sua libertà e il 23,8% sta ancora studiando.

    Occorre anche notare che poco meno della metà di uomini e donne segnala problemi di tipo economico, vale a dire difficoltà che derivano da una situazione lavorativa instabile o dalla mancanza di risorse finanziarie che permettono l’accesso al mercato abitativo. L’età più critica sembra essere quella tra i 25 e i 29 anni, con il 57,1% degli uomini e il 51,3% delle donne che dichiarano difficoltà di tipo economico ( che causano anche litici e crisi di coppia).