Morire per amore, in alcuni casi è possibile

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    Soffrire per amore

    Soffrire per amore, stare male, disperarsi e alla fine morire. Può succedere soprattutto quando si perde la persona della vita. Qualche anno fa, Lucio Battisti cantava: “Che non si muore per amore è una gran bella verità perciò dolcissimo mio amore ecco quello quello che da domani mi accadrà: Io vivrò senza te”. Ma tornare a vivere è possibile, dopo aver perso qualcuno? Quando parlo di perdere non mi riferisco alla fine di un rapporto, che seppur dolorosa si supera, ma alla morte, l’unica separazione davvero definitiva, soprattutto per chi non ha un credo religioso.

    Gli esperti della St. Andrews University hanno svolto una ricerca molto lunga, iniziata nel 1991, stabilendo che il 40% delle donne e il 26% degli uomini che sopravvivono al loro partner muoiono entro i tre anni successivi. Si chiama effetto vedovanza e in alcuni casi, quando c’è una simbiosi enorme, si può morire anche lo stesso giorno.

    Non importa quale sia la causa, se ci sia una malattia. Quando le persone vedono mancare il partner sono in una condizione di tale fragilità che possono di riflesso morire anche loro. È ovvio che questo succede soprattutto tra coppie anziane, i nostri nonni, quando forse si è già vissuta una vita e si sa che i figli non hanno più bisogno.

    La sofferenza è più forte per le donne che per gli uomini. Secondo gli scienziati Usa, la colpa potrebbe essere delle catecolamine, particolari ormoni che vengono rilasciati dalle ghiandole surrenali in situazioni di forte stress, cui le donne sono più sensibili. Chissà? Vi racconto una cosa personale: i miei bis nonni sono morti a distanza di un giorno. Mi piace pensare che fosse un grande amore.