Perchè gli uomini amano le donne complicate?

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    Gli uomini amano soffrire per amore: sono sempre di più quelli che perdono la testa per le classiche donne che, maschi con un po’ di raziocinio e senso del pericolo eviterebbero come la peste. Le donne kamikaze, quelle che rendono la vita impossibile, gelose patologiche e ingombranti ma proprio per questo così attraenti. E lo dice anche uno che di nevrosi in genere se ne intende: «Le donne kamikaze, con cui ho perso troppo tempo. Si suicidano con l’aeroplano ma tu sei seduto lì con loro, colpito dalle fiamme come spettatore innocente» ha infatti dichiarato in una recente intervista Woody Allen.

    Ovviamente il fenomeno può anche essere ribaltato: quale donna non ha perso la testa per il classico maschio che ci fa soffrire e scoprire il lato autolesionista della nostra personalità che forse non credevamo neanche di avere?

    Sono le donne che non sono mai contente e soddisfatte della propria vita, quelle che “qualunque parola dicessi, la interpreteva in modo negativo: “Allora non mi vuoi bene, non ti piaccio, non sono all’altezza”. Alcuni miei amici, invece, si sono lasciati conquistare da quelle che da te vogliono l’impossibile. Devi essere tutto e il contrario di tutto: tenebroso e solare, intellettuale e pratico, perché se si rompe qualcosa in casa devi saperla aggiustare. Devi aver preso contatto con la parte femminile che è in te, ma anche rimanere uomo vero” come sottolinea Lorenzo Licalzi, psicologo e scrittore.

    Il problema però può anche essere ribaltato: spesso gli uomini che amano le cosiddette donne kamikaze sono i primi a cercare il lato sofferto di una relazione. E va anche detto che spesso queste donne cos’ complesse sono anche le più interessanti e affascinanti, insomma quelle che fanno innamorare a dispetto della geisha tutta casa e lavoro.

    Come dice Claudio Risé, psicoanalista, infatti: «Nell’uomo c’è una specie di resistenza ad analizzare la situazione psicologica propria e altrui. Rimuove le difficoltà, le nega. Perché in fondo vuole quella situazione. Una personalità femminile complicata suggerisce più livelli e sembra più interessante, come un paesaggio variegato sembra più bello di una pianura uniforme».

    Pensare che la sindrome della Crocerossina, di quella che “io ti salverò” era sempre stata una prerogativa tutta femminile: “Da adolescente abitavo in un attico. Al quarto piano viveva una ragazzina dolce e bella, una specie di geisha. Al terzo la classica stronzetta carina che già a quell’età dava segni di disturbi mentali: ecco, io ero più attratto da questa. E anche adesso quando vedo nero, mistero, un lato oscuro, mi piace” racconta Andrea Pinketts, scrittore giallista.