Poesia d’amore di Cesare Pavese: “Due”

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    Per scegliere una bella poesia d’amore non c’è bisogno di sfogliare la letteratura straniera, è sufficiente anche quella italiana. Oggi per esempio vi propongo Due di Cesare Pavese. Ai più è noto per i suoi numerosi libri, più che per le sue liriche. Eppure Pavese ha studiato con interesse autori americani come Lewis, Hemingway, Lee Masters, Cummings, Lowell, Anderson e ha prodotto poesie bellissime. Leggete questo focoso ritratto di due innamorati dopo aver vissuto un momento di passione, quando l’ardore è finito ma nell’aria e soprattutto negli sguardi vive ancora l’emozione. Non perdete poi tutte le poesie della nostra rubrica.

    Due di Cesare Pavese

    Uomo e donna si guardano supini sul letto:

    i due corpi si stendono grandi e spossati.

    L’uomo è immobile, solo la donna respira più a lungo

    e ne palpita il molle costato. Le gambe distese

    sono scarne e nodose, nell’uomo. Il bisbiglio

    della strada coperta di sole è alle imposte.

    L’aria pesa impalpabile nella grave penombra

    e raggela le gocciole di vivo sudore

    sulle labbra. Gli sguardi delle teste accostate

    sono uguali, ma più non ritrovano i corpi

    come prima abbracciati.

    Si sfiorano appena. Muove un poco le labbra la donna, che tace.

    Il respiro che gonfia il costato si ferma

    a uno sguardo più lungo dell’uomo. La donna

    volge il viso accostandogli la bocca alla bocca.

    Ma lo sguardo dell’uomo non muta nell’ombra.

    Gravi e immobili pesano gli occhi negli occhi

    al tepore dell’alito che ravviva il sudore,

    desolati. La donna non muove il suo corpo

    molle e vivo. La bocca dell’uomo s’accosta.

    Ma l’immobile sguardo non muta nell’ombra.