Poesie d’amore di Edgar Allan Poe, le più belle

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    Edgar-Allan-Poe

    Ecco una breve rassegna delle più belle poesie d’amore di Edgar Allan Poe, scrittore dell’incubo e dell’orrore che in vita si circondò di donne malate o morenti, con le quali intrattenne relazioni tristi e burrascose. I suoi componimenti in rima sono dedicati a diverse figure femminili, Elena, Leonora, Irene, Paeau, ma quella che forse lo affascinò più di ogni altra fu Sarah Elmira Royster, di cui si innamorò perdutamente.

    Canto

    Ti vidi nel tuo giorno nuziale

    e t’ invase una vampata di rossore,

    quantunque felicita’ ti brillasse d’ intorno

    e il mondo fosse tutto amore innanzi a te.

    E il baleno che s’ accese nei tuoi occhi

    (quale ch’ esso fosse per me),

    fu quando alla Belta’ di piu’ conforme

    potesse svelarsi alla mia vista dolente.

    Fu quel rossore, credo, pudore di fanciulla -

    e ben si comprende che cosi’ fosse.

    Ma un piu’ fiero incendio quel baleno

    sollevo’ – ahime’! – nel petto di colui

    che ti vide nel tuo giorno nuziale,

    allorche’ ti sorprese quell acceso rossore,

    quantunque felicita’ ti brillasse d’ intorno

    e il mondo fosse tutto amore innanzi a te.

    A una in Paradiso

    Eri per me quel tutto, amore,

    per cui si struggeva la mia anima -

    una verde isola nel mare, amore,

    una fonte limpida, un’ ara

    di magici frutti e fiori adornata:

    e tutti erano miei quei fiori.

    Ah, sogno splendido e breve!

    Stellata speranza, appena apparsa

    e subito sopraffatta!

    Una voce del Futuro mi grida

    <> – ma e’ sul Passato

    (oscuro gugite!) che la mia anima aleggia

    tacita, immobile, sgomenta!

    Perche’ mai piu’, oh, mai piu’ per me

    risplendera’ quella luce di Vita!

    Mai piu’ – mai piu’ – mai piu’ -

    (e’ quel che il mare ripete

    alle sabbie del lido) – mai piu’

    rifiorira’ un albero percosso dal fulmine,

    ne’ potra’ piu’ elevarsi un’aquila ferita.

    Vivo, trasognato, giorni estatici,

    e tutte le mie notturne visioni

    mi riportano ai tuoi grigi occhi di luce,

    a la’ dove tu stessa ti porti e risplendi,

    oh, in quali eteree danze,

    lungo rivi che scorrono perenni.

    A Elena

    La tua bellezza Elena è per me

    Come quei legni di Nicea d’un tempo

    Che adagio per un odoroso mare

    Portavano lo stanco e tediato viaggiatore

    Alla riva natia.

    Per mari disperati abituato a errare,

    i tuoi capelli di giacinto, il puro viso,

    le grazie tue di Naiade mi hanno riportato

    alla gloria che fu la Grecia

    alla grandezza di Roma.

    Ed ecco! Nella nicchia splendere

    Simile ad una statua tu m’appari

    Con la lampada d’agata in mano!

    Ah Psiche, venuta da quelle regioni

    Che sono Terra-Santa

    I miei incantesimi sono infranti

    I miei incantesimi sono infranti.

    La penna mi cade, impotente, dalla mano tremante.

    Se il mio libro é il tuo caro nome, per quanto mi preghi,

    non posso più scrivere.

    Non posso pensare, né parlare,

    ahimé non posso sentire più nulla,

    poiché non é nemmeno un’emozione,

    questo immobile arrestarsi sulla dorata

    soglia del cancello spalancato dei sogni,

    fissando in estasi lo splendido scorcio,

    e fremendo nel vedere, a destra

    e a sinistra, e per tutto il viale,

    fra purpurei vapori, lontano

    dove termina il panorama nient’altro che Te.

    E per rimanere in tema di romanticismo, date un’occhiata alle poesie d’amore più belle di Wislawa Szymborska e alle poesie che celebrano l’amore.