Poesie d’amore di Nazim Hikmet

da , il

    Nazim Hikmet

    Nazim Hikmet è uno straordinario poeta nato a Salonicco e scomparso a Mosca nel 1963 che ha scritto poesie di un’intensità unica. Oggi vi propongo alcune delle più belle poesie d’amore di sempre. Il poeta è talmente apprezzato che nel 2001 l’UNESCO ha reso omaggio proprio a Nazim Hikmet durante la giornata mondiale della poesia. Un uomo che riesce a parlare con i suoi versi e a trasmettere delle sensazioni uniche e irripetibili. Se ancora non lo conoscete vi consiglio di leggere le sue poesie.

    “Addormentarsi adesso

    svegliarsi tra cento anni, amor mio…”

    “No,

    non sono un disertore.

    Del resto, il mio secolo non mi fa paura

    il mio secolo pieno di miserie e di scandali

    il mio secolo coraggioso grande ed eroico.

    Non ho mai rimpianto d’esser venuto al mondo troppo presto

    sono del ventesimo secolo e ne son fiero.

    Mi basta esser là dove sono, tra i nostri,

    e battermi per un mondo nuovo…”

    “Tra cento anni, amor mio…”

    “No,

    prima e malgrado tutto.

    Il mio secolo che muore e rinasce

    il mio secolo

    i cui ultimi giorni saranno belli

    la mia terribile notte lacerata dai gridi dell’alba

    il mio secolo splenderà di sole, amor mio

    come i tuoi occhi…”

    Don Chisciotte

    Il cavaliere dell’eterna gioventù

    seguì, verso la cinquantina,

    la legge che batteva nel suo cuore.

    Partì un bel mattino di luglio

    per conquistare il bello, il vero, il giusto.

    Davanti a lui c’era il mondo

    coi suoi giganti assurdi e abietti

    sotto di lui Ronzinante

    triste ed eroico.

    Lo so

    quando si è presi da questa passione

    e il cuore ha un peso rispettabile

    non c’è niente da fare, Don Chisciotte,

    niente da fare

    è necessario battersi

    contro i mulini a vento.

    Hai ragione tu, Dulcinea

    è la donna più bella del mondo

    certo

    bisognava gridarlo in faccia

    ai bottegai

    certo

    dovevano buttartisi addosso

    e coprirti di botte

    ma tu sei il cavaliere invincibile degli assetati

    tu continuerai a vivere come una fiamma

    nel tuo pesante guscio di ferro

    e Dulcinea

    sarà ogni giorno più bella.

    Nelle mie braccia tutta nu da

    la città la sera e tu

    il tuo chiarore l’odore dei tuoi capelli

    si riflettono sul mio viso.

    Di chi è questo cuore che batte

    più forte delle voci e dell’ansito?

    È tuo è della città è della notte

    o forse è il mio cuore che batte forte?

    Dove finisce la notte

    dove comincia la città?

    Dove finisce la città dove cominci tu?

    Dove comincio e finisco io stesso?