Poesie d’amore di William Shakespeare per le vostre dediche romantiche

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    poesie amore dedica

    Per una dedica romantica, oggi vi vogliamo proporre le bellissime poesie d’amore di William Shakespeare da sempre simbolo di un sentimento speciale. dedicare una poesia famosa è un modo bellissimo per esprimere tutto il vostro amore e la vostra dedizione alla persona che avete vicina. Amare significa anche esprimere il proprio sentimento che deve essere il più possibile confermato anche dai fatti e dai vostri atteggiamenti e non solo dalle parole.

    Sonetto 22

    Non mi convincerà lo specchio ch’io sia vecchio,

    fin quando tu e giovinezza avrete gli stessi anni;

    ma quando vedrò il tuo volto solcato dalle rughe,

    allora m’aspetto che morte termini i miei giorni.

    Infatti, tutto il decoro di tua bellezza

    non è che luminosa veste del mio cuore

    che vive nel tuo petto, come il tuo nel mio:

    e allora come potrei essere di te più vecchio?

    Perciò, amore mio, abbia di te gran cura,

    come anch’io farò, non per me, ma per tuo bene,

    costruendo il tuo cuore teneramente,

    come nutrice col suo bimbo, che non gli incolga male.

    Non contare sul tuo cuore quando il mio sia spento;

    tu me lo donasti non per averlo indietro.

    Sonetto 92

    Fai pure del tuo peggio per sottrarti a me,

    ma per tutta la vita mi apparterrai:

    vita che non durerà più a lungo del tuo amore,

    perché essa completamente da quell’amore dipende.

    Non devo perciò temere il massimo dei mali,

    dal momento che il minimo di essi mi può causare la fine;

    esiste per me un più felice stato

    di questo continuo dipendere dai tuoi umori!

    Tu non puoi torturarmi con la tua incostanza,

    ne va della mia vita col tuo disdegno.

    Oh, quale titolo alla felicità posseggo:

    pago di avere il tuo affetto, contento di dover morire!

    C’è cosa tanto bella che non tema macchia?

    Tu potresti ingannarmi e io non saperlo.

    Se leggi questi versi

    dimentica la mano che li scrisse:

    t’amo a tal punto

    che non vorrei restar

    nei tuoi dolci pensieri,

    se il pensare a me

    ti facesse soffrire.

    Per la verità, io non ti amo coi miei occhi,

    perché essi vedono in te un mucchio di difetti;

    ma è il mio cuore che ama quel che loro disprezzano

    e, apparenze a parte, ne gode alla follia.

    Né i miei orecchi delizia il timbro della tua voce,

    né la mia sensibilità è incline a vili toccamenti,

    né il mio gusto e l’olfatto bramano l’invito

    al banchetto dei sensi con te soltanto.

    Ma né i miei cinque spiriti, né i miei cinque sensi

    possono dissuadere questo mio sciocco cuore dal tuo servizio,

    avendo ormai perso ogni sembianza umana,

    ridotto a schiavo e misero vassallo del tuo superbo cuore.

    Solo in questo io considero la mia peste un bene:

    che chi mi fa peccare, m’infligge pure la penitenza.