Poesie d’amore: “Vorrei poter soffocare” di Cesare Pavese

da , il

    Passione

    Oggi vi voglio proporre una bellissima poesia di Cesare Pavese: “Vorrei poter soffocare”. Parla di un sentimento fortissimo, passionale che deve essere vissuto e che porta il poeta ad esprimere parole infuocate. Il desiderio ardente per la donna amata: una passione sognata e desiderata con forza ma mai vissuta, come sarà capitato anche molte di voi.

    Vorrei poter soffocare

    Vorrei poter soffocare

    nella stretta delle tue braccia

    nell’amore ardente del tuo corpo

    sul tuo volto, sulle tue membra struggenti

    nel deliquio dei tuoi occhi profondi

    perduti nel mio amore,

    quest’acredine arida

    che mi tormenta.

    Ardere confuso in te disperatamente

    quest’insaziabilità della mia anima

    già stanca di tutte le coose

    prima ancor di conoscerle

    ed ora tanto esasperata

    dal mutismo del mondo

    implacabile a tutti i miei sogni

    e dalla sua atrocità tranquilla

    che mi grava terribile

    e noncurante

    e nemmeno più mi concede

    la pacatezza del tedio

    ma mi strazia tormentosamente

    e mi pùngola atroce,

    senza lasciarmi urlare,

    sconvolgendomi il sangue

    soffocandomi atroce

    in un silenzio che è uno spasimo

    in un silenzio fremente.

    Nell’ebrezza disperata

    dell’amore di tutto il tuo corpo

    e della tua anima perduta

    vorrei sconvolgere e bruciarmi l’anima

    spardere quest’orrore

    che mi strappa gli urli

    e me li soffoca in gola

    bruciarlo annichilirlo in un attimo

    e stringermi stringermi a te

    senza ritegno più

    ciecamente, febbrile,

    schiantandoti, d’amore.

    Poi morire, morire,

    con te.

    Il giorno tetro

    in cui dovrò soliatrio

    morire (e verrà, senza scampo)

    quel giorno piangerò

    pensando che potevo

    morire così nell’ebbrezza

    di una passione ardente.

    Ma per pietà d’amore

    non l’ho voluto mai.

    Per pietà del tuo povero amore

    ho scelto, anima mia,

    la via del più lungo dolore.