Quando l’apparenza non inganna

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    La prima cose che ci colpisce di una persona è di sicuro l’aspetto fisico, come si veste e come si muove. Purtroppo se funziona così in amore, funziona così anche in molti altri ambiti. Non sto dicendo che sia una cosa del tutto sbagliata, perché un minimo di feeling a pelle ci deve essere, diventa invece un pregiudizio se questa nostra valutazione ci impedisce di andare a scoprire la reale natura delle persone, magari non assumendole a un colloquio o dando a una ragazza della facile. Secondo alcuni ricercatori americani che hanno pubblicato uno studio sul Personality and Social Psychology Bulletin la personalità si può giudicare dall’apparenza fisica.

    Come sempre c’è stato un esperimento in cui gli psicologi hanno mostrato le foto di persone sconosciute a un gruppo di un centinaio di volontari, i quali sono stati in grado di cogliere vari aspetti della personalità delle persone ritratte, a cominciare dal grado di autostima, dall’estroversione e dalla religione. Poi hanno dovuto realizzare un autoritratto con 10 tratti caratteriali.

    A questo punto l’autoritratto di ogni intervistato associato alle foto ed è emersa una coincidenza tra il giudizio che ognuno dava di se stesso e il giudizio altrui rispetto alla foto. Questo non significa, precisano gli autori, che l’apparenza sia più importante della sostanza. La ricerca semmai sottolinea come «l’abito» sia spesso un modo attraverso cui si incanala e si rivela il carattere.

    I ricercatori, infine, sostengono che talvolta addirittura accade che l’aspetto fisico suggerisca in qualche modo un ruolo sociale e negarne l’impatto e l’importanza sarebbe sbagliato. E poi è fondamentale nel gioco della seduzione.