Quanto conta la chimica in amore?

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    Quanto conta la chimica in amore? Quando Cupido scocca la sua freccia c’è poco da fare, per qualche tempo non siamo più in grado di intendere e volere, completamente alla mercé delle emozioni. Ma perché accade e soprattutto perché ogni maledetta volta, nonostante i buoni propositi di non ricascarci, ci ritroviamo ad elemosinare le sue attenzioni, a pensarlo giorno e notte, a desiderarlo quasi si trattasse di una succulenta bistecca fumante con tanto di squisito contorno? Qual è il mistero dell’amore? La scienza ha le idee chiare in proposito, questione di chimica.

    La scienza spiega il mistero dell’amore

    Ci ripromettiamo di non cascarci per l’ennesima volta, soprattutto dopo l’ennesima delusione. Poi arriva lui e i buoni propositi vanno a farsi friggere, di nuovo farfalle impazzite nello stomaco, batticuore, sudorazione imbarazzante, i sintomi ci sono tutti. Ma cos’è a far scattare la scintilla? Colpa di un’inguaribile romanticismo che ci fa rimbambire a tal punto da perdere l’appetito scambiando la notte per il giorno o piuttosto è la chimica a metterci lo zampino? Secondo la scienza non ci sono dubbi, trattasi di tempesta ormonale. Reazioni chimiche e neurotrasmettitori comunicano alla coscienza un interesse amoroso, veicolate dalle emozioni, e a quel punto non c’è più santo che tenga.

    Gli ormoni dell’amore

    Primo imputato l’ormone “noradrenalina”, prodotto dalle ghiandole surrenali, responsabile di una serie di sintomi tipici della fase di innamoramento. Dagli imbarazzanti sbalzi di sudorazione alla carenza di saliva, disastri fisiologici da primo appuntamento. Poi entra in gioco l’adrenalina, cui si devono le cosiddette farfalle nello stomaco nonché la sensazione di invincibilità, tipica degli innamorati. A questo punto si aggiunge al quadretto la dopamina, che prosciuga i nostri pensieri aumentando in modo esponenziale il desiderio di lui/lei. A rimettere un po’ di equilibrio ci pensa la serotonina che si attiva in fase relazionale avanzata, quando finalmente la passione scema consentendoci di riappropriarci di noi stessi. E dire che ci lamentiamo continuamente di non provare più il coinvolgimento emotivo dei primi tempi! Forse è meglio così, Madre Natura docet.

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