Separati in casa: una realtà per il 20% delle famiglie

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    La realtà delle coppie contemporanee è più triste di quanto non si possa immaginare. Sono in aumento i divorzi, i tradimenti e anche le persone che vivono separati in casa. Proprio così. Sotto lo stesso letto, spesso perché non si hanno i soldi o per ripicca, ma come due estranei. Lo comunica la ricerca del Centro Studi AMI (Avvocati matrimonialisti italiani) che sostiene appunto che questo modello di vita viene acquisito per ragioni legate all’economia e di conseguenza all’impoverimento delle famiglie. Due affitti, il mantenimento di due case, due spese, due di tutto ha costi troppo sostenuto.

    C’è anche però un motivo regionale. Nel centro sud di Italia la condizione dei separati e dei divorziati viene vissuta come un fallimento personale ed una vergogna sociale. Nella ricerca emerge anche che circa 6 mila separandi o separati ogni anno ritornano a vivere insieme durante o dopo il processo di separazione. E non sempre è perché si ritrova l’amore.

    Poi c’è un altro motivo: i figli. Sono i primi a desiderare che i genitori stiano insieme e come si può dare loro questa sofferenza. Per amore dei bambini si continua a stare sotto lo stesso tetto e si cerca di dare un senso di normalità alla vita in casa.

    C’è una riflessione da fare, per quelle persone che possono permettersi la separazione. E lo dico da figlia di divorziati. Vivere per forza sotto le stesso tetto e non sopportarsi non è un bene. Per i figli è dura, ma si supera e si è più sereni con accanto genitori felici, equilibrati e magari appagati da una nuova vita di coppia. Lasciarsi non è una colpa.

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