Sesso e cinema: cosa accade dietro le quinte?

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    Ce lo siamo chiesti in molti, il sesso sul set è pura finzione? Le scene erotiche sono frutto di abili manipolazioni da post-produzione o richiedono un reale coinvolgimento intimo da parte degli interpreti? Stando alle confessioni degli attori del jet set internazionale, il sesso dietro le quinte suscita imbarazzo, timore, disagio, altro che eccitazione. Non sono dello stesso parere i registi, secondo i quali la finzione è solo a metà. Il confine, va detto, è labile, perché quando è il corpo a guidarci, la razionalità passa in modalità standby. E voi concedereste al vostro compagno una notte di sesso cinematografico in nome della vocazione professionale?

    Il sesso sul set: verità o finzione?

    Gran parte degli attori concorda nel sostenere che il sesso sul set susciti principalmente imbarazzo, ma il dubbio sorge spontaneo, non sarà una scusa per evitare battibecchi di coppia? Sta di fatto che per loro “non c’è niente di vero”, parola di Mila Kunis, Jake Gyllenhaal, John Hamm e la lista continua. Affermazioni contraddette dai registi, secondo i quali una scena di nudo a due comporta necessariamente un minimo coinvolgimento erotico. Perché se è il corpo a parlare, è ancor più difficile fingere. La conferma arriva da Ryan Gosling, attore e regista affermato, che ha confessato: “Di solito tutto è finto, ma se vuoi rendere l’intimità devi comportarti diversamente”.

    E a giudicare dal successo delle scene hot e delle pellicole erotiche, basti pensare agli incassi record di Cinquanta Sfumature di Grigio, è difficile credere che il sesso sul set sia frutto esclusivo di abilità interpretative. O meglio, quelle sono essenziali, ma probabilmente entrano in gioco dinamiche di altro tipo, che trascendono l’arte recitativa. I registi dei film ad alto tasso erotico lo confermano a gran voce. Da Paolo Franchi che afferma, “gli attori non sono freddi. Se sono nel personaggio non possono che provare i suoi sentimenti. Almeno se a monte si fa un lavoro serio con loro”, a Marco Bellocchio, secondo il quale nelle scene di sesso “la differenza tra l’essere e il rappresentare è più confusa. Laddove ci sono azioni così ravvicinate è difficile separare l’interprete dall’uomo”. Purché, precisa Bellocchio, il tutto sia sorretto “da una grande ispirazione”, onde evitare il rischio di trasformare la pellicola in pura pornografia. I trucchi esistono, certo, ma nulla può simulare il coinvolgimento sincero, quello che nasce dall’intesa fra due persone che si amano come fra due attori che nemmeno si conoscono.

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