Squirting, cos’è l’eiaculazione femminile e come funziona?

Avete mai sentito parlare di eiaculazione femminile? Fino a qualche anno fa si pensava fosse una leggenda metropolitana, in realtà il cosiddetto squirting esiste davvero e il liquido biancastro emesso durante l'orgasmo non è semplice urina. Scopriamo cos'è l'eiaculazione femminile, come funziona e come si può stimolare lo squirting.

da , il

    Squirting, cos’è l’eiaculazione femminile e come funziona?

    Scopriamo cos’è lo squirting, la cosiddetta eiaculazione femminile, e come funziona. Moltissime donne pensano che l’eiaculazione femminile sia una bufala e che lo sperma delle donne in realtà sia urina che esce in seguito al rilassamento dovuto all’orgasmo. Ebbene non è così, le donne che eiaculano durante l’orgasmo sono numerose ed emettono davvero un liquido biancastro simile allo sperma, che non va confuso con l’urina. Scopriamo di che si tratta e come funziona.

    Squirting, cos’è

    La parola “squirt” significa letteralmente schizzo/spruzzo ed è utilizzata per indicare la pratica dello squirtare, tipica di alcune donne. Con il termine “squirting” viene identificata la cosiddetta “eiaculazione femminile“.

    Fino a qualche tempo fa lo si riteneva una leggenda metropolitana, in realtà l’eiaculazione femminile esiste davvero e il liquido emesso non è urina, come si è erroneamente sempre ritenuto. Si tratta invece di un liquido prodotto dal rene, stoccato nella vescica ed espulso tramite l’uretra. Diverso dall’urina perché più diluito, biancastro, inodore e somigliante quasi all’acqua.

    A quanto pare questo liquido venne identificato per la prima volta nel 1559 dall’anatomista Realdo Colombo, e in seguito, nel XVII secolo, dall’olandese Regnier de Graaf, che per primo parlò di “prostata femminile”, formata da ghiandole posizionate sulla parete anteriore della vagina intorno alla parte inferiore dell’uretra. Questa parte del sistema genitale femminile corrisponderebbe, a quanto pare, alla prostata maschile.

    Le ghiandole vennero in seguito chiamate “ghiandole di Skene” dal ginecologo Alexander Skene, che affermò servissero ad espellere un liquido che aumenta la lubrificazione e la libido.

    Ma perché ci sono donne che squirtano e altre no? Potrebbe dipendere dalla dimensione e dalla diversa struttura di queste ghiandole da donna a donna. E quindi dalla velocità della vesciva di riempirsi di liquido e di espellerlo al momento dell’orgasmo, prima che si concentri trasformandosi in urina del rene.

    Curioso è sapere che oltre al liquido citato, alcune donne espellono durante l’orgasmo femminile anche un altro eiaculato più denso, ancora più simile allo sperma maschile, perché include un’elevata quantità di psa, enzima secreto negli uomini dalla prostata.

    Biologicamente, stando agli esperti, lo squirting non ha alcuna funzione perché non favorisce il raggiungimento dell’orgasmo e non migliora nemmeno la vita sessuale da un punto di vista prettamente fisico. Tuttavia è una pratica che incuriosisce sempre più donne tanto da essere molto cercata anche online.

    Come funziona lo squirting

    Come squirtare? Lo squirting si caratterizza, al momento di eiaculare, per un forte stimolo a urinare che cresce man mano. Quando la tensione è massima e si raggiunge l’apice del piacere, si libera il liquido. Di solito poco prima di squirtare, la donna sente bruciore e ha bisogno di andare in bagno. Se però resiste lasciandosi andare, lo squirting è assicurato.

    Si può squirtare sia con l’orgasmo vaginale che clitorideo: è sufficiente stimolare solo il clitoride oppure la parte iniziale della vagina, laddove appoggia la vescica. Questa zona è detta complesso clitoro-uretro-vaginale e corrisponde a quello che un tempo veniva solitamente chiamato Punto G.

    Tuttavia lo squirting femminile non si raggiunge con la penetrazione ma con la stimolazione manuale. Si può quindi squirtare tramite la masturbazione, stimolando le pareti frontali della vagina.

    Eiaculazione femminile, come averla

    Come raggiungere l’eiaculazione femminile? Innanzitutto bisogna premettere che non tutte le donne hanno una quantità di liquido uguale, perciò è normale che alcune ne emettano di più e altre meno, indipendentemente dall’esperienza.

    Tuttavia secondo gli esperti è possibile imparare a squirtare, stimolando in modo diverso dal solito la vagina e il clitoride, spingendosi sempre oltre. Ed è forse questo il bello dello squirting perché, per raggiungere l’obiettivo, si sperimenta di tutto.

    Si parte dalle esercitazioni, sia in solitudine che in compagnia. Bisogna imparare pian piano a sentire ogni sensazione, procedendo per gradi. Quindi si passa alla lubrificazione che può essere eventualmente migliorata tramite appositi gel a base di acqua. La lubrificazione è importante perché permette di sentire meglio le diverse parti del corpo.

    Per favorire lo squirting è opportuno scegliere la posizione più adatta: di solito è meglio restare comode, magari stese sulle spalle e con la testa un po’ rialzata. Tuttavia ogni donna ha una sua posizione preferita e l’unico modo per individuarla è provare.

    Importantissime anche le dita, che siano le vostre o quelle del partner. Le migliori sono indice e medio, e vanno spinte in avanti con dolcezza, facendole pian piano penetrare nella vagina. Il dito medio nel frattempo preme leggermente sulla parete anteriore.

    Mentre si esegue questo movimento, bisogna provare a spingere con i muscoli vaginali come se si dovesse urinare. E’ normale che all’inizio non accada nulla ma esercitandosi, prima o poi arriverà la spruzzata in concomitanza con l’orgasmo femminile.

    Bere molta acqua durante il giorno può essere d’aiuto perché favorisce lo squirting.

    Ma come far squirtare una donna? Come dicevamo, è importante stimolarla con le dita nel modo giusto, utilizzando in particolare indice e medio. Mentre il primo penetra nella vagina fino a metà della lunghezza, il medio deve premere con delicatezza sulla parete anteriore. Si procede con questo movimento senza paura ma evitando forzature.