Stalking, i persecutori vanno puniti o curati?

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    Quando si parla di stalking, ovviamente, ci si concentra sulle vittime, sui perseguitati, ma esistono anche i persecutori, che sono delle persone, probabilmente molto fragili e malate. Una nuova campagna organizzata dall’Osservatorio Nazionale Stalking, il Centro Presunti Autori e il Sindacato di Polizia Coisp prenderà il via il 20 gennaio, questo venerdì, da Roma. Durante l’evento, inoltre, sarà presentato il libro “Rifiuto Tossico. Stalker e trattamento: Prigione o Terapia?”, per affrontare anche un altro aspetto importante: come curare o punire il persecutore.

    La campagna girerà l’Italia, toccando il 26 Cagliari e il 27 e il 28 gennaio Lucca. Chi è esattamente lo stalker? È una persona in balia delle sue emozioni, che non sa gestire le sue relazioni interpersonali e che non riesce ad affrontare la separazione da una persona che identifica come importante. Spesso, il distacco dalla partner scatena sentimenti dolorosi e magari anche traumi vissuti nell’infanzia.

    Gli esperti, in questa nuova campagna, affrontano ancora una volta il tema dello stalking, delle denunce e gli aspetti legali di questi casi, ma non trascurano il recupero del persecutore. Si stanno, infatti, chiedendo quale sia la terapia-punizione migliore (il carcere o gli arresti domiciliari?) e se un percorso di analisi possa recuperare completamente una persona.

    Ricordiamo che l’Osservatorio Nazionale Stalking aiuta le vittime con consulenze legali e psicologiche. Sono servizi gratuiti e forniti da persone specializzate e qualificate. I persecutori reintegrati nella società sono stati 120, dal 2007 a oggi, anche se purtroppo ci sono stati alcuni casi di recidiva.