Toy boy, la moda dell’uomo oggetto

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    È inutile fare del sessismo. Ormai in materia di tradimento uomini e donne sono uguali. Alberto Caputo, psichiatra e psicoterapeuta dell’Aispa (Associazione italiana di sessuologia e psicologia applicata) sostiene sia una questione genetica, ovvero ci sia una predisposizione all’infedeltà. La donna ha ritrovato una nuova femminilità, liberandosi dagli stereotipi che la volevano moglie e madre per tutta la vita.

    Che ne dite? Voi ci credete a tutta questa teoria? Io a metà. Sono convinta che uomini e donne abbiano sempre tradito e che solo si sapesse meno, per questioni sociali, legali, ecc. Una cosa è certa: oggi, forse, si pubblicizzano un po’ troppo i rapporti intimi e ho come la sensazione che se ne parli tanto, ma che se ne faccia poco. Lo dimostrano anche tutti i problemi sessuali di cui parliamo spesso.

    Una cosa carina, della teoria genetica del tradimento è il toy boy. Un tempo era la donna a essere oggetto (non che oggi tra velinamenti vari non sia ancora così), ora anche l’uomo è diventato usa-e-getta. La fuga col “toy boy”, argomenta dunque Caputo, rappresenta «la dimostrazione dell’aspetto opportunistico della poligamia femminile». Ne è addirittura “il superamento”, perché non sempre con il suo giovane amante la donna mette al mondo altri figli. Semplicemente “lo usa”, visto che «in realtà il desiderio sessuale femminile è influenzato dagli ormoni molto più di quanto suggeriva in passato una visione maschilistica» della biologia, avverte lo specialista.

    In conclusione, riassume, «la femmina del 2010 coniuga in sé la donna-oggetto degli anni ’70-’80 e la donna-manager degli anni ’80-’90, diventando donna dominante»: quella che ribalta i ruoli in ufficio, ma anche a letto.