Amore: le poesie di Federico Garcìa Lorca

Scopriamo insieme alcune delle poesie d'amore più apprezzate di Federico Garcia Lorca, un autore davvero delicato e amato per le sue descrizioni in versi del sentimento universale

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    Amore: le poesie di Federico Garcìa Lorca

    Le poesie d’amore di Federico Garcìa Lorca sono componimenti davvero ricchi di sentimento e significato. L’amore può essere cantato, sussurrato, urlato o recitato. Una poesia rimane per sempre: le parole sono immortali e vanno oltre. Le poesie d’amore di Garcìa Lorca sono ricche chi carica passionale e sono perfette da dedicare al vostro amore.

    Come son pesanti i giorni

    Come son pesanti i giorni,

    A nessun fuoco posso riscaldarmi,

    non mi ride ormai nessun sole,

    tutto è vuoto,

    tutto è freddo e senza pietà,

    ed anche le care limpide stelle

    mi guardano senza conforto,

    da quando ho appreso nel mio cuore,

    che anche l’amore può morire.

    Giaccio da solo nella casa silenziosa

    Giaccio da solo nella casa silenziosa,

    la lampada è spenta,

    e stendo pian piano le mie mani

    per afferrare le tue,

    e lentamente spingo la mia fervente bocca

    verso di te e bacio me fino a stancarmi e ferirmi

    - e all’improvviso son sveglio,

    ed intorno a me la fredda notte tace,

    luccica nella finestra una limpida stella -

    o tu, dove sono i tuoi capelli biondi,

    dov’è la tua dolce bocca?

    Ora bevo in ogni piacere la sofferenza

    e veleno in ogni vino;

    mai avrei immaginato che fosse tanto amaro

    essere solo

    essere solo e senza di te!

    Potessero le mie mani sfogliare

    Potessero le mie mani sfogliare

    Pronunzio il tuo nome

    nelle notti scure,

    quando sorgono gli astri

    per bere dalla luna

    e dormono le frasche

    delle macchie occulte.

    E mi sento vuoto

    di musica e passione.

    Orologio pazzo che suona

    antiche ore morte.

    Pronunzio il tuo nome

    in questa notte scura,

    e il tuo nome risuona

    più lontano che mai.

    Più lontano di tutte le stelle

    e più dolente della dolce pioggia.

    T’amerò come allora

    qualche volta? Che colpa

    ha mai questo mio cuore?

    Se la nebbia svanisce,

    quale nuova passione mi attende?

    Sarà tranquilla e pura?

    Potessero le mie mani

    sfogliare la luna!