Canzoni belle: “Ultimo amore” di Vinicio Capossela

Vinicio Capossela (Hannover, 14 dicembre 1965) è un cantautore e polistrumentista italiano che scrive delle canzoni bellissime e molto romantiche come quella che vi presento oggi.

Pubblicato da Francesca Bottini Giovedì 24 giugno 2010

Canzoni belle: “Ultimo amore” di Vinicio Capossela

Vinicio Capossela è un bravissimo cantautore italiano che con le sue ballate e con le sue canzoni da incantare il pubblico. La canzone che vi propongo oggi si intitola “Ultimo amore” ed è un brano pubblicato nell’album Modì, uscito nel 1991. Le canzoni di Capossela sono delle vere e proprie poesie, originalissime e molto romantiche. Se non lo conoscete bene, oltre ad ascoltare la musica, vi consiglio caldamente di leggere bene anche i testi che sono la parte fondamentale della musica di Capossela. Ecco il testo ed il video di “Ultimo amore”di Vinicio Capossela.

Fresca era l’aria di giugno
e la notte sentiva l’estate arrivar
Tequila, Mariachi e Sangria
la fiesta invitava a bere e a ballar
lui curvo e curioso taceva
una storia d’amore cercava
guardava le donne degli altri
parlare e danzaree quando la notte è ormai morta
gli uccelli sono soliti il giorno annunciar
le coppie abbracciate son prime
a lasciare la fiesta per andarsi ad amar
la pista ormai vuota restava
lui stanco e sudato aspettava
lei per scherzo girò la sua gonna
e si mise a danzarlei aveva occhi tristi e beveva
volteggiava e rideva ma pareva soffrir
lui parlava stringeva ballava
guardava quegli occhi e provava a capir
e disse son zoppo per amore

la donna mia m’ha spezzato il cuore
lei disse il cuore del mio amore
non batterà mai piùe dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l’alba imperiosa cacciava
lei raccolse la gonna spaziosa
e ormai persa ogni cosa
presto lo seguìpiangendo urlando e godendo
quella notte lei con lui si unì
spingendo, temendo e abbracciando quella notte

lui con lei capì
che non era avvizzito il suo cuore
e già dolce suonava il suo nome
sciolse il suo voto d’amore
e a lei si donòpoi d’estate bevendo e scherzando
una nuova stagione a lui parve venir
lui parlava inventava giocava
lei a volte ascoltava e si pareva divertir
ma giunta che era la sera
girata nel letto piangeva
pregava potere dal suo amore
riuscire a ritornare un giorno al profumo dei fossi
lui invano aspettò di vederla arrivar

scendeva ormai il buio e trovava
soltanto la rabbia e il silenzio di sera
la luna altre stelle pregava
che l’alba imperiosa cacciava
restava l’angoscia soltanto
e il feroce rimpianto
per non vederla ritornaril treno è un lampo infuocato
se si guarda impazziti il convoglio venir
un momento, un pensiero affannato
e la vita è rapita senza altro soffrir
la poteron riconoscere soltanto

dagli anelli bagnati dal suo pianto
il pianto di quell’ultimo suo amore
dovuto abbandonarlui non disse una sola parola
no, non dalla sua gola un sospiro fuggì
i gendarmi son bruschi nei modi
se da questi episodi non han da ricavar
così resto solo a ricordare
il liquore pareva mai finire
e dentro quel vetro rivide
una notte d’amorquando dopo al profumo dei fossi
a lui parve in quegli occhi potere veder
lo stesso dolore che spezza le vene
che lascia sfiniti la sera
la luna altre stelle pregava
che l’alba imperiosa cacciava
a lui restò solo il rancore
per quel breve suo amore
che mai dimenticò