Come lasciarsi in modo sereno?

L'amore può finire, come è possibile lasciarsi senza trasformare il dolore in un tormento? Non ci sono regole, ma la psicologia aiuta

Pubblicato da Valentina Morosini Giovedì 27 gennaio 2011

Come lasciarsi in modo sereno?

Come lasciarsi senza trasformare la fine di un amore in tragedia? Purtroppo non ci sono delle regole precise, dipende dalla civiltà delle persone e soprattutto da quanto si è innamorati. Purtroppo la fine di una storia può sfociare in patologia depressiva, portare disturbi gastrici, respiratori, vascolari, muscolari. Insomma, il male dell’anima può anche diventare un male fisico e logorare da dentro, piano piano, e in modo insaziabile. È chiamata anche sindrome di Butterfly e colpisce quelle persone che tendono al tira e molla.

Quanto più ci si prende e ci si lascia, tanto più sono in agguato patologie da non considerare sottogamba. Se volete consultare un libro interessante, vi consigliamo «Psicopatologia della vita amorosa» (Ponte alle Grazie), scritto da due psicologhe e psicoterapeute, Emanuela Muriana e Tiziana Verbitz.

Purtroppo lasciarsi provoca malinconia e solitudine e può scatenare quei tormenti che giacciono nel profondo dell’anima, magari in modo irrisolto. Spesso il lasciato, diventa un persecutore, tant’è che sono note e diffuse le manifestazioni di stalking. Ricatti, minacce di suicidio, agguati sotto l’abitazione, molestie notturne e diurne.

Qualcuno dopo una delusione affettiva tende a non riuscire più a costruirsi una relazione stabile: cambia spesso partner, solo perché è convinto di non potere vivere da solo e si sente depresso e privo di autostima.