Come trovare l’uomo giusto: 3 parole per saperlo

Come si trova l'uomo giusto? Di ricette non ce ne sono, ma forse queste tre parole possono guidarti nel mare magnum della desolazione!

Pubblicato da Manuela Mazzocchi Giovedì 19 aprile 2018

Come trovare l’uomo giusto: 3 parole per saperlo

Cara M,
ho una domanda semplice.
Come dovrebbe essere quello giusto? Perché, dopo un sacco di tempo da sola, non lo so mica se lo so riconoscere. E magari sbaglio e faccio avvicinare roba brutta. Come facevo prima. Insomma mi sento in equilibrio adesso, e vorrei che arrivasse quello giusto.
Dimmi com’è.
D.


Risposta breve: D., è quello nella foto, la moglie gli ha anche messo le corna, presto fiondati a Linate, lo trovi a Londra, quartiere Belgravia.
Facile eh?
Siamo serie.

D., tesoro, mi sarei sentita più tranquilla se mi avessi chiesto di risolvere un radicale doppio, e per dare l’esame di statistica all’università ho speso il Pil del Sud Sudan in ripetizioni.
Andavo da questo professore che prendeva anche i casi più disperati, eppure già dal citofono, quando annunciavo il mio arrivo, non voleva aprire.
Sostenevo che in statistica come in amore fan tutti finta di capire ma nessuno capisce niente di quello che dice.
Lui scuoteva la testa e rideva forte. Mi chiudeva nella sua sala con la moquette anche sul soffitto che sapeva di minestra e fagioli borlotti e spariva dopo avermi sepolto di esercizi tuonando: “Ragazza, non è che tutto quello che non capirai nella vita sarà come l’amore. Magari quello NO, ma la statistica la capirai.”
All’esame presi 24, per me l’equivalente di un 30 cum laude e bacio accademico di Einstein. Corsi sotto casa sua, gli citofonai e urlai “Ho preso 24 e non so cosa ho detto! Vede?! Come in amore?!” E lui “BRAVA! La scongiuro non sposi un matematico!”.
Detto che l’ho preso un filino alla lettera e mi sono arenata al “Brava! E la prego non sposi…”, il punto di questo viaggio nel mio memorabilia è che non c’è quello giusto.
Al massimo c’è quello giusto adesso.

E non ci sono regole.
Ci sono le regole che valgono ora.
Se sei in equilibrio, sei in un buon momento, dovrebbe avvicinarti la “roba buona”.
Ma, D., anche questa non è una regola.
Quindi non ho per te un identikit ma ti presto tre parole che possono aiutarti a non far passare pantegane nel tuo bel prato fiorito.

GIUSTIZIA
Lascia che ti si avvicinino persone giuste. Non nel senso di fedina penale pulita. Certo pregiudicati ottimi partiti ne conosco pochi, ma chi sono io per giudicare? Franca Leosini? Mi inchino anche solo per digitare il suo nome.
Per giustizia intendo filtra le cose giuste che le persone fanno per te.
Chiediti se ti trattano bene.
No a quelli che ti fanno sentire una briciola.
Sì a quelli che ti fanno sentire LA torta.

INNAMORATI
Della persona e dell’amore.
So che molti pensano che sia rischioso. Ma siamo cosi disillusi. Non so tu, io non voglio essere una pianta grassa, io voglio essere una fottuta Orchidea Selvaggia che lascia la gente a bocca aperta.
Quindi emozionati, non pensare a quanto dura.
NO a quelli che non rendono speciale niente.
Che dopo che ci hai dormito non scrivono perché sono presi, stanchi, rapiti dall’anonima sarda.
Sì a quelli che ti lasciano un cioccolatino nella tasca.
Un post-it sul frigo.
E non hanno paura che lo faccia tu.

SPIRITO
Ricordati che oltre al tempo, ai fatti, e al cuore, quello “giusto adesso” deve essere anche una persona che ti arricchisce lo spirito.
Uno con cui parli senza farti venire la cirrosi. Perché ha cose da dire, e perché ascolta quello che dici tu.
NO a quelli che pensano di conoscerti meglio di quanto ti conosca tu. NON ESISTONO.
Sì a quelli che vogliono imparare chi sei e chi sono.

Su come sarà, beh, posso dirti che di solito quelli che mi sono piaciuti di più sono quelli su cui avrei scommesso di meno. Quindi pochi soldi in tasca e in bocca al lupo!
Anzi no.
In culo alla balena, che il Lupo ha quella cosa del pelo e del vizio che porta una sfiga epocale!
Daje!