Frasi belle d’amore, le poesie di Dante

Le poesie d'amore di Dante sono tra le più belle e romantiche di sempre; conosciuto solo per la Divina Commedia, in realtà ha scritto componimenti di rara raffinatezza per il grande amore della sua vita, Beatrice. Scopriamo le più incisive

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    Dante e le sue poesie: solo a sentirlo nominare vi vengono in mente le interminabili interrogazioni del liceo? Beh, è ora di riscoprire questo poeta, tanto geniale quanto, spesso, non capito dagli studenti. Dante ha scritto versi di impareggiabile bellezza per la donna della sua vita, Beatrice, componendo poesie d’amore ora impresse nel tempo. Ecco le più belle.

    Amore e ‘l cor gentil sono una cosa

    Amore e ‘l cor gentil sono una cosa,

    sì come il saggio in suo dittare pone,

    e così esser l’un sanza l’altro osa

    com’alma razional sanza ragione.

    Falli natura quand’è amorosa,

    Amor per sire e ‘l cor per sua magione,

    dentro la qual dormendo si riposa

    tal volta poca e tal lunga stagione.

    Bieltate appare in saggia donna pui,

    che piace a li occhi sì, che dentro al core

    nasce un disio de la cosa piacente;

    e tanto dura talora in costui,

    che fa svegliar lo spirito d’Amore.

    E simil face in donna omo valente.

    De gli occhi de la mia donna si move

    De gli occhi de la mia donna si move

    un lume sì gentil che, dove appare,

    si veggion cose ch’uom non po’ ritrare

    per loro altezza e per lor esser nove:

    e de’ suoi razzi sovra ‘l meo cor piove

    tanta paura, che mi fa tremare

    e dicer: “Qui non voglio mai tornare”;

    ma poscia perdo tutte le mie prove:

    e tornomi colà dov’io son vinto,

    riconfortando gli occhi paurusi,

    che sentier prima questo gran valore.

    Quando son giunto, lasso!, ed è son chiusi;

    lo disio che li mena quivi è stinto:

    però proveggia a lo mio stato Amore

    Tanto gentil e tanto onesta pare

    Tanto gentile e tanto onesta pare

    la donna mia quand’ella altrui saluta,

    ch’ogne lingua deven tremando muta,

    e li occhi no l’ardiscon di guardare.

    Ella si va, sententosi laudare,

    benignamente d’umiltà vestuta;

    e par che sia una cosa venuta

    da cielo in terra a miracol mostrare.

    Mostrasi sì piacente a chi la mira,

    che dà per li occhi una dolcezza al core,

    che ‘ntender no la può chi no la prova:

    e par che de la sua labbia si mova

    un spirito soave pien d’amore,

    che va dicendo a l’anima: Sospira.