Il punto G esiste ma è difficile da trovare

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    Il punto G esiste ma è difficile da trovare

    Il Punto G continua a essere argomento di discussione. Esiste o non esiste? E soprattutto dove si trova? Da anni la comunità scientifica s’interroga sulla presenza di questa zona erogena e si sono create due fazioni: da una parte chi sostiene che sia reale e dall’altra chi crede sia solo una pura invenzione. Ora un nuovo studio americano, condotto da Adam Ostrzenski dell’Institute of Gynecology di St. Petersburg in Florida, ha annunciato di avere anatomicamente isolato e descritto, per la prima volta, il famigerato punto G. Fosse vero, sarebbe davvero una svolta, non solo per gli esperti ma anche per i rapporti di coppia.

    L’origine del Punto G.

    Ricordiamo che la zona è chiamata punto G per Grafenberg, medico di origine tedesca che comunicò per primo l’esistenza del punto, oltre 50 anni fa. E dovrebbe trovarsi in una zona non ben definita, sulla parete frontale della vagina a un’altezza di circa due centimetri e mezzo. Secondo vecchi studi, si tratta di una zona estremamente ridotta che assume, in fase di eccitazione, le dimensioni di una moneta. Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia H. San Raffaele Resnati, tempo fa aveva commentato, sposando la teoria dei pro: “Il punto G si trova sulla parete anteriore della vagina, a 3-4 centimetri all’interno rispetto all’entrata vaginale. Studi recenti hanno dimostrato che è un derivato della prostata maschile”.

    La nuova ricerca sul Punto G.

    Il ricercatore Adam Ostrzenski, dopo aver dedicato anni allo studio di questa zona erogena, è giunto alla conclusione: il punto G. esiste e si trova «tra apparato genitale e urinario e forma un angolo di 35 gradi con la parete laterale dell’uretra». Per arrivare a questa tesi ha analizzato il corpo di una donna deceduta a 83 anni e, se la comunità scientifica dovesse approvare e confermare lo studio, questa sarebbe la prima conferma anatomica dell’esistenza del punto G. Anche le dimensioni ora sono decisamente più chiare: ha infatti una lunghezza di 8,1 millimetri, una larghezza che varia da 3,6 a 1,5 mm, un’ altezza di 0,4 mm ed è composto da un tessuto estendibile fino a oltre 30 mm che somiglia a quello erettile (il tessuto cavernoso) dei genitali maschili e del clitoride.

    Sarà vero il Punto G?

    Il dubbio resta: sarà vero o non sarà vero? Sono molti gli studi che hanno annunciato di aver scoperto l’esistenza del famoso punto G. Quello che c’è di molto interessante è: come mai questa zona desti tanta curiosità? Non sarebbe meglio concentrarsi sui rapporti di coppia, senza pensare all’esistenza di una zona unica di piacere, ma pensando che tutto il corpo è fonte di amore e di benessere. Questo nuovo studio, seppur ben documentato, non risponde a tutti i dubbi sulla questione. Molte donne potrebbero non essere dotate di punto G e quindi potrebbero non essere capaci di provare l’orgasmo vaginale.