L’eterno gioco del M’ama non m’ama

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    L’eterno gioco del M’ama non m’ama

    Cara M, pensavo di averlo superato, di andare bene, e invece è tornato uno che mi vuole, poi non mi vuole, però sei perfetta. E io non riesco a trovare un posto nella vita di questa persona che non mi generi ansia. E ogni volta dico me ne vado e poi lui scrive e io ci casco. Come devo fare? E’ un amore tormentato. F.

    Cara F., con l’alibi dell’amore tormentato abbiamo messo la nostra faccia su un sacco di zerbini.

    E NON si fa.

    Ti faccio un esempio di amore tormentato autentico per provare a capire insieme a te dov’è l’errore di prospettiva.

    Romeo e Giulietta. Loro hanno avuto un amore tormentato: avevano contro le famiglie, il veleno e un pugnale.

    Romeo non stava sotto il balcone a Verona a dirle “Sei una donna fantastica ma io non mi sento pronto, vado con Mercuzio a Ibiza. Scusami”.

    Giulietta non usciva con le sue amiche visualizzando gli ultimi accessi di tutti i Montecchi per capire come mai lui non la chiamasse.

    Insomma il tormento arriva da un fattore esterno.

    LORO si amano.

    Ora, senza che tu esca di corsa per cercare uno speziale e un balcone per fare Shakespeare in estiva, il senso del paragone deve farti ragionare principalmente su una cosa: il tormento è sopravvalutato e ci pensa la vita a buttartelo addosso. A PALATE.

    L’amore tormentato non è uno che non ti vuole abbastanza, che non sa trovare se stesso nemmeno con Google Map e si perde nei meandri del suo ego.

    Tesoro, il resto è tutto normale, che questo si piazzi come un cecchino su un tetto e appena respiri e l’aria arriva ai polmoni ti spari un bel messaggio, a seconda dei livelli di disagio “come stai?” “ti pensavo” o solo l’emoticon della fetta di pizza che tanto basta un amo e NOI OOOOPPPPP.

    E’ del tutto umano. L’ultimo che ti ha fatto stare bene a letto, che ti ha tirato una briciola con l’angolazione giusta, nel deserto fa sempre piovere.

    Sai quante di noi li vanno a cercare senza che tornino?

    E’ come Lassie, solo che non sta tornando e tu gli costruisci la casa intorno mentre lui sta pisciando per i fatti suoi su un albero nel mezzo del nulla.

    Non sei tu che devi trovare un posto nella vita di questa persona, devi trovare a lui un posto nella tua.

    E deve essere un posto che non ti fa male.

    Ci vuole un po’ di pratica.

    Il posto migliore sarebbe il bidone dell’umido, ma sappiamo entrambe che non ce lo metterai.

    Allora però promettimi che cambierai prospettiva.

    Chiamerai le cose con il loro nome e non vedrò nessuno zerbino con sopra la tua faccia.

    Nessun tormento.

    Vuoi andarci a letto? BRAVA. Ma non piangere dopo. E’ bello anche se non ti ama. Basta che ti rispetti.

    L’amore è un’altra cosa.

    Non fargli dire tutte le puttanate su quanto sei perfetta bella intelligente PERO’ con te, non so perché, ma non mi ci metto.

    Non si è mai visto nessuno che non si mette in garage una Ferrari se la vuole.

    Certo è pieno di gente che non se la puo’ permettere.

    Ci siamo capite?

    Quindi per citare l’immensa Anna Tatangelo e le sue sopracciglia (immaginale proprio mentre si aprono ad ali di gabbiano e ti fissano) “le chiacchiere stanno a zero”.

    Pensa a stare bene.

    Accetta la tua umanità.

    Facci due giri prima di metterlo nell’umido.

    Ti assicuro che troverai la forza.

    Come stimolo, nella foto Willam Shakespeare dal film Shakespeare in love.

    Per la triste realtà e sapere come fosse il vero Will hai Google.

    Long LOVE the Dream.