Malattie sessualmente trasmissibili: le donne sono più deboli contro l’Hiv

Uno studio del Ragon Institute of Massachusetts General Hospital, del Massachussets Institute of Technology e dell'Università di Harvard (Usa) ha rilevato che le donne, quando si tratta di hiv, sono più a rischio degli uomini: il loro sistema immunitario infatti risponde in modo meno forte al virus.

Pubblicato da Francesca Bottini Mercoledì 22 luglio 2009

Uno studio del Ragon Institute of Massachusetts General Hospital, del Massachussets Institute of Technology e dell’Università di Harvard (Usa) ha rilevato che le donne, quando si tratta di hiv, sono più a rischio degli uomini: il loro sistema immunitario infatti risponde in modo meno forte al virus.

Non ci stancheremo mai di ripetere il preservativo è l’unico modo per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili: soprattutto in questo periodo estivo dove le storie di una notte sono possibili, raccomandiamo di tenere alta l’allerta e di non farsi mai convincere ad avere un rapporto non protetto.

Ecco come ha commentato i risultati Marcus Altfed, ricercatore a capo dello studio: «È come se le donne fossero naturalmente il le più deboli nei confronti dell’Hiv. Il virus progredisce più in fretta nelle donne. Il loro sistema immunitario reagisce attivando i recettori delle cellule dendritiche plasmocitoidi (pDC), tra le prime a riconoscere il virus. Questo attiva i linfociti T, che combattono il virus».

Ovviamente nel momento in cui si contrae il virus, le medicine e le cure mediche sono l’unico modo per rallentare e impedire l’evoluzione in Aids.

Ecco quanto rilevato da Jo Robinson del Terrence Higgins Trust «anche se esistono delle differenze genetiche tra uomo e donna, l’accesso alle cure rimane ancora il fattore principale per impedire che l’Hiv si trasformi in Aids. Sfortunatamente, le donne sono svantaggiate anche in questo caso, soprattutto nei paesi dell’Africa Sub-Sahariana nei quali sono più suscettibili di ammalarsi e hanno minore accesso ai trattamenti».