Poesia d’amore di Cesare Pavese: “Due”

Due di Cesare Pavese è una bellissima poesia d'amore, un ritratto di una coppia dopo aver fatto l'amore: un momento intimo e di passione, magicamente descritto.

Pubblicato da Valentina Morosini Venerdì 17 giugno 2011

Poesia d’amore di Cesare Pavese: “Due”

Per scegliere una bella poesia d’amore non c’è bisogno di sfogliare la letteratura straniera, è sufficiente anche quella italiana. Oggi per esempio vi propongo Due di Cesare Pavese. Ai più è noto per i suoi numerosi libri, più che per le sue liriche. Eppure Pavese ha studiato con interesse autori americani come Lewis, Hemingway, Lee Masters, Cummings, Lowell, Anderson e ha prodotto poesie bellissime. Leggete questo focoso ritratto di due innamorati dopo aver vissuto un momento di passione, quando l’ardore è finito ma nell’aria e soprattutto negli sguardi vive ancora l’emozione. Ecco quindi una delle poesie d’amore più passionali da dedicare al vostro amato.

Due di Cesare Pavese

Uomo e donna si guardano supini sul letto:
i due corpi si stendono grandi e spossati.
L’uomo è immobile, solo la donna respira più a lungo
e ne palpita il molle costato. Le gambe distese
sono scarne e nodose, nell’uomo. Il bisbiglio
della strada coperta di sole è alle imposte.
L’aria pesa impalpabile nella grave penombra
e raggela le gocciole di vivo sudore
sulle labbra. Gli sguardi delle teste accostate
sono uguali, ma più non ritrovano i corpi
come prima abbracciati.
Si sfiorano appena. Muove un poco le labbra la donna, che tace.
Il respiro che gonfia il costato si ferma
a uno sguardo più lungo dell’uomo. La donna
volge il viso accostandogli la bocca alla bocca.
Ma lo sguardo dell’uomo non muta nell’ombra.
Gravi e immobili pesano gli occhi negli occhi
al tepore dell’alito che ravviva il sudore,
desolati. La donna non muove il suo corpo
molle e vivo. La bocca dell’uomo s’accosta.
Ma l’immobile sguardo non muta nell’ombra.