Poesie d’amore belle di Alda Merini

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    Poesie d’amore belle di Alda Merini

    Alda Merini è una delle più grandi poetesse del nostro secolo. Recentemente scomparsa ha lasciato a testimonianza della sua opera, bellissime poesie d’amore che parlano anche d’amore. Dedicare questi versi è un gesto bellissimo: tra poco infatti sarà San Valentino, la festa di chi si ama davvero e di tutte le coppie. Vi vogliamo proporre delle sue poesie, che solitamente sono brevi note che hanno incantato negli anni tutti i suoi fans e non solo. Ecco le più belle poesie d’amore di Alda Merini.

    A primavera

    Sono nata il ventuno a primavera

    ma non sapevo che nascere folle,

    aprire le zolle

    potesse scatenar tempesta.

    Così Proserpina lieve

    vede piovere sulle erbe,

    sui grossi frumenti gentili

    e piange sempre la sera.

    Forse è la sua preghiera.

    Non ho bisogno di denaro

    Non ho bisogno di denaro.

    Ho bisogno di sentimenti,

    di parole, di parole scelte sapientemente,

    di fiori detti pensieri,

    di rose dette presenze,

    di sogni che abitino gli alberi,

    di canzoni che facciano danzare le statue,

    di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.

    Ho bisogno di poesia,

    questa magia che brucia la pesantezza delle parole,

    che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

    I poeti lavorano di notte

    I poeti lavorano di notte

    quando il tempo non urge su di loro,

    quando tace il rumore della folla

    e termina il linciaggio delle ore.

    I poeti lavorano nel buio

    come falchi notturni od usignoli

    dal dolcissimo canto

    e temono di offendere Iddio.

    Ma i poeti, nel loro silenzio

    fanno ben più rumore

    di una dorata cupola di stelle.

    Un punto è l’embrione

    Un punto è l’embrione

    un secolo di vita

    che ascolta l’universo

    la memoria del mondo

    fin dalla creazione.

    L’uomo che nascerà

    è un’eco del Signore

    e sente palpitare in sé

    tutte le stelle.

    Ascolta il passo breve delle cose

    Ascolta il passo breve delle cose

    -assai più breve delle tue finestre-

    quel respiro che esce dal tuo sguardo

    chiama un nome immediato:la tua donna.

    E’ fatta di ombre e ciclamini,

    ti chiede il tuo mistero

    e tu non lo sai dare.

    Con le mani

    sfiori profili di una lunga serie di segni

    che si chiamano rime.

    Sotto, credi,

    c’è presenza vera di foglie;

    un incredibile cammino

    che diventa una meta di coraggio.

    I versi sono polvere chiusa

    I versi sono polvere chiusa

    Di un mio tormento d’amore,

    ma fuori l’aria è corretta,

    mutevole e dolce ed il sole

    ti parla di care promesse,

    così quando scrivo

    chino il capo nella polvere

    e anelo il vento, il sole,

    e la mia pelle di donna

    contro la pelle di un uomo.

    Bacio che sopporti il peso

    Bacio che sopporti il peso

    della mia anima breve

    in te il mondo del mio discorso

    diventa suono e paura.

    Ribaciami in uno stelo di amore

    e pensa alla giovinezza che mi

    prende e mi ha lasciato sola

    per lunghi anni.