Poesie d’amore: “Il tuo sorriso” di Pablo Neruda

San Valentino è alle porte: se non amate il lato consumistico di questa festa, il 14 febbraio può comunque essere l’occasione giusta per dedicare alla vostra amata parole che non le avete mai detto.

Pubblicato da Francesca Bottini Domenica 7 febbraio 2010

Poesie d’amore: “Il tuo sorriso” di Pablo Neruda

Oggi vi propongo delle bellissime parole da Pablo Neruda. “Il tuo sorriso” parla del sentimento unico e totalizzante di un uomo che non può fare a meno della sua donna. Un sentimento che ci fa paura, che ci porta a sperare che la nostra storia non finisca mai, perché sarebbe come se un pezzo del nostro mondo ci fosse portato via d’improvviso.
San Valentino è alle porte: se non amate il lato consumistico di questa festa, il 14 febbraio può comunque essere l’occasione giusta per dedicare alla vostra amata parole che non le avete mai detto, come quelle di questo componimento, una delle poesie d’amore più amate.

Il tuo sorriso, Pablo Neruda

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.