Rottura: sposo lasciato all’altare chiede risarcimento record

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    Rottura: sposo lasciato all’altare chiede risarcimento record

    La rottura, in una coppia, è una cosa che può capitare. Ovviamente diventa un po’ più problematico quando lo si decide ad un passo dal matrimonio, o meglio, quando il vostro sposo vi sta aspettando all’altare. E’ andata proprio così per una coppia romana in cui lei, già in abito bianco e pronta per andare in Chiesa a sposarsi non se l’è sentita e ha abbandonato lo sposo all’altare, con tutti gli invitati già in Chiesa. A qualcuno ricorderà una scena del celebre film “Se scappi ti sposo”, ed in effetti è andata proprio così!

    Il futuro marito però non ha preso con filosofia la cosa, anzi. Oltre al dispiacere ha anche chiesto un risarcimento record, di 500mila euro: una parte per ripagare le spese affrontate per il matrimonio e l’altra parte per il danno morale che ha dovuto subire.

    Riccardo R., romano di 32 anni, impiegato in un’azienda privata, ha deciso di rivolgersi al tribunale civile chiedendo all’ex fidanzata un risarcimento record di 500mila euro: “Tutto era pronto – è scritto nell’atto di citazione degli avvocati Anna Orecchioni e Giacinto Canzona – per le nozze: ricevimento in una villa alle porte di Roma, viaggio di nozze nelle isole della Polinesia ed al rientro un appartamento arredato di tutto punto su gusto della sposa. Il tutto a spese della famiglia dello sposo”.

    La sposa ha deciso così di non presentarsi in Chiesa perché innamorata di un altro uomo. Potete immagina lo shock del povero fidanzato che, tra l’imbarazzo generale, ha dovuto lasciare la Chiesa.

    Lo sposo inoltre, dopo la comunicazione, è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli per una crisi ipertensiva ed è anche in cura da uno psicoterapeuta. Non sappiamo come andrà a finire: c’è comunque una sentenza della Cassazione Civile, III sezione, n.9052/2010 che recita: “La promessa di matrimonio obbliga il promettente che senza giusto motivo ricusi di eseguirla a risarcire il danno cagionato all’altra parte.”. Chissà se l’amante sarà considerato un “giusto motivo”…