Separazione, come gestire il rapporto con i figli?

da , il

    Il rancore e la rabbia molto spesso, durante una separazione, sono i sentimenti che ci accompagnano e non ci danno pace. Se però ci sono i figli di mezzo sarà utile fermarsi un attimo e ragionare sulle possibili conseguenze negative per la loro crescita.

    Teoricamente un figlio non dovrebbe diventare un mezzo di ricatto verso l’ex-coniuge: purtroppo la cronaca parla chiaro. I casi di rapimenti, sottrazioni e situazioni di estrema violenza psicologica.

    In una situazione del genere devono essere i genitori a prendere in mano la situazione, rendendosi conto che un figlio ha il diritto di crescere serenamente nonostante la separazione di genitori.

    Se poi non è consensuale il tribunale valuterà l’affidamento dei figli basandosi su alcuni parametri quali:

    -disponibilità all’accudimento dei figli;

    -solidarietà con il minore e capacità di riconoscerne i bisogni e le esigenze;

    -disponibilità alla cooperazione con l’ex-coniuge;

    -impegno nella tutela del diritto del figlio alla bi-genitorialità;

    -età dei bambini;

    -necessità, se possibile, di non separare i fratelli;

    -garanzia per il minore di rimanere nell’ambiente a lui abituale;

    -possibilità del genitore affidatario di essere aiutato nella concreta gestione dei figli;

    -considerazione attenta della presenza di un nuovo compagno dell’uno o dell’altro coniuge, fondamentale per una lettura più approfondita della situazione;

    -analisi di eventuali strumentalizzazioni da parte di un genitore nei confronti dell’altro.

    In presenza di una situazione molto critica sarà dovere del genitore pensare anche di rivolgersi ad uno psicologo o a un consultorio familiare, che potranno aiutare a risolvere le tensioni più gravi. E ricordate sempre: un figlio ha bisogno sia di una madre che di un padre.

    Fonte aslbassano.it