So lucky

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    So lucky

    Cara M, vorrei usare la tua posta per lanciare un messaggio alle donne. Basta credere alle favole, frignare davanti al Royal Wedding! E’ tutto costruito, l’amore è un compromesso, non una fiaba. E poi gli uomini fanno acqua da tutte le parti. Su, SVEGLIA! Veramente credete al lieto fine? Ti prego M, diglielo tu! Che mi sembri una sveglia! La vita reale è un’altra cosa! C.

    Cara C., forse rimarrai delusa, ma una delle cose che ripeto più spesso è “si piange anche in limousine”.

    Ora sono certa che tra il mio arrivare a fine mese sulle montagne russe e l’emicrania che viene alla neo Contessa del Sussex perché deve tenere a mente 3456 tipi diversi di inchino richieda un diverso impegno, ma non è tutto Principe quello che è Azzurro… o Rosso, nel caso di Harry.

    Restando in tema di principesse tu sei ad un passo dalla mutazione in Elsa di Frozen.

    Datti una scaldata e concediti una coccola.

    Credere nel romanticismo, nel lato morbido della vita, non è debolezza. Al contrario.

    Siamo tutte brave a pontificare dalle nostre torri d’avorio, a dire che gli uomini sono tutti delle amebe quando non ne abbiamo uno nel letto dai tempi di Churchill (sempre per stare nel Regno Unito).

    Il coraggio è quello di farsi avvicinare. Di farsi spezzare quando succede. E di farsi avvicinare ancora.

    Veramente crediamo nel lieto fine? SI. E crediamo anche che ce ne sia più di uno.

    Altrimenti saremmo tutte sotto un treno dopo il primo fidanzatino delle medie.

    L’ultimo Royal Wedding è una bel gioco di ruolo se ci pensi.

    Puoi scegliere di essere la ex di Harry incazzata nera e depressa (che avrebbe potuto sbollire in una delle sue 3456 case di famiglia facendosi un bel week end con quei 3 o 4 Lord rimasti fuori dalla lista nozze, ubriacandosi come Courtney Love ai tempi d’oro e cavalcando nuda come lady Godiva urlando “Meghan vaffanculoooo”).

    Oppure puoi scegliere di essere Meghan, che si innamora del Rosso e tenendolo per mano tira giù secoli di tradizioni britanniche.

    Trasforma la St George’s Chapel del Castello di Windsor in una chiesa di Harlem, manda a fanculo i suoi stessi parenti che vendono al primo Sandro Mayer americano le loro foto, si porta solo la madre al matrimonio, e nella bio di Buckingham Palace fa scrivere che è una femminista. In limousine per carità, non è certo Emma Bonino, ma poteva anche mettere su la tiara e cantare “Let it Go”.

    E poi C., di tutto il matrimonio a me basta il Rosso che frigna e si morde il labbro quando la vede.

    Avrebbero potuto essere anche dal Bistecca alla Garbatella.

    Le ha detto “I’m so lucky” quando l’ha vista. So lucky. E non stava pensando al fatto che siccome Kate e William figliano come una famiglia media delle Filippine, il massimo che dovrà fare lui nella vita è l’opening della sagra del fungo porcino nella Cornovaglia dell’Est e per il resto Party Hard.

    L’amore è una fiaba per come ti fa sentire.

    E fa schifo quando finisce ovunque tu sia.

    Si piange anche in Limousine. Si ride anche su un Apecar.

    Trova il tuo posto e non incazzarti. Non serve.

    Daje!