Toy boy, istruzioni per l’uso (a.d. 2018)

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    Toy boy, istruzioni per l’uso (a.d. 2018)

    Cara M, Da qualche tempo ho un Toy Boy, ma non voglio nessuna forma di romanticismo. A una cosa sola deve servire e io vado dritta al punto. Lui sta al gioco per un po’. Per intenderci mentre sono via per lavoro facciamo anche sexting e ci sta tutto. Poi torno, e io resto sulla lunghezza d’onda che avevo dettato fin dall’inizio. Ti dico se ci sono, ci vediamo. Non c’è niente di cui parlare. Lui molla il colpo perché dice che sono troppo brusca. Che in fondo un po’ di intimità mica è vietata. Ma che palle! Ma dopo tutte le mazzate prese, faccio io il maschio e non va bene? A.

    Cara A., non è questione di Femmine che fanno i Maschi o viceversa.

    I ruoli in amore nel 2018 grazie a Dio sono tutto fuorché stereotipi.

    La questione è quella di non forzarsi nell’essere quelle che non si è per rispondere ad un ruolo, sia esso richiesto dalla società, da uno che ci piace, o dalla sopravvivenza stessa al milionesimo palo preso in fronte.

    Per intenderci se ti trovi un Toy Boy non devi essere per forza una virago come Samantha Jones di Sex & the City, che ormai, non me ne vogliate, è vecchia pure come reference (non lei che è una strafiga, come potete vedere nella foto, ma la serie tv).

    E comunque io nella vita reale ne devo ancora toccare una con mano come la Sindone.

    I fac simili che ho visto rispondevano appunto ad una legge della domanda e dell’offerta falsa come la suola di un paio di Louboutin prese in Paolo Sarrpi. Che le riconosci anche con un drone.

    Ci siamo capite.

    E il Toy Boy oggi non è esattamente uno con le sopracciglia ad ali di gabbiano e il jeans strappato dall’anca alla tibia pronto per il trono di Maria. Quel genere lì, non me ne vogliate, si muove in branchi e si accoppia sotto i cubi del Papeete con gente che non ha ancora la patente.

    Il Toy Boy oggi è uno di 25/28 anni che spesso a cultura, intelligenza emotiva e apertura mentale a quelli di 45/50 ne dà a km.

    E’ uno che non crede di sapere tutto, e che non ha paura.

    E’ uno che non vive di rimpianti ma di progetti.

    E’ uno che non ha paura di mettersi nel letto una di 40 anni. Facciamo anche 45.

    Perché la vita la vive, non aspetta che arrivi da dietro e suoni il clacson per passare.

    Quindi A., credo bene che oltre al divertimento, al sexting e a tutta la parte senza impegno non voglia farsi trattare come una lezione di spinning da piazzare due volte a settimana.

    E magna tranquilla. Non vuole sposarti.

    E beviti pure ‘na cosa. Non vuole fidanzarsi.

    Però ti tratta e vuole essere trattato al meglio di quello che questa cosa può offrire.

    COME E’ GIUSTO CHE SIA.

    Io non ho mai avuto un Toy Boy, ma anni fa mi sono presa una cotta bellissima per uno molto più giovane che mi ha ricordato cosa devo chiedere ad una relazione e alla vita in generale: BELLEZZA.

    Non in senso estetico.

    In senso assoluto.

    Non metterti a fare il maschio A.

    Sii te stessa.

    Vai nel mondo senza fare male e pretendi, SI’, PRETENDI, BELLEZZA.

    Oggi può voler dire godersi uno di 25 anni uscendo dallo stereotipo della donna cannone.

    Domani mandare a fanculo uno a cui scrivi “Ero in un prato in mezzo al nulla e mi sei venuto in mente” e sentirsi rispondere “Beh dai, per fortuna non eri in bagno” (TRUE STORY).

    Forza A., che lo stagno è profondo tanto quanto decidiamo di spingerci al largo.

    Esci e goditela tutta.

    Forza!