Una canzone romantica di Adriano Celentano: “Storia d’amore”

Perdonare l'errore di una persona amata è possibile? Lo racconta Celentano in una sua canzone di successo, "Storia d'amore"

Pubblicato da Valentina Morosini Venerdì 21 ottobre 2011

Una canzone romantica di Adriano Celentano: “Storia d’amore”

Sono tante le canzoni d’amore romantiche di Adriano Celentano. Quella di oggi ha qualche annetto, ma è una delle più famose. Si tratta di Storia d’amore, che risale al 1969, periodo in cui Celentano ha sfornato un successo indimenticabile come Una carezza in un pugno. Vi consiglio di leggere prima il testo e poi ascoltare il video. È un racconto e parla di una ragazza che rinuncia al suo amore, per un marito più facoltoso. L’innamorato deluso ha la possibilità di riprendersi la sua donna, ma è troppo orgoglioso per dimenticare l’offesa. Vi è mai capitato di dover perdonare un gesto che vi ha fatto davvero soffrire?

Storia d’amore di Adriano Celentano

Tu non sai
Cosa ho fatto quel giorno
Quando io la incontrai
In spiaggia ho fatto il pagliaccio
Per mettermi in mostra
Agli occhi di lei
Che scherzava con tutti i ragazzi
All’infuori di me
Perché, perché, perché, perché
Io le piacevo
Lei mi amava, mi odiava,
Mi amava, mi odiava,
Era contro di me
Io non ero ancora il suo ragazzo e
Già soffriva per me
E per farmi ingelosire
Quella notte lungo il mare è
Venuta con te
Ora tu vieni a chiedere a me
Tua moglie dov’é
Dovevi immaginarti
Che un giorno o l’altro
Sarebbe andata via da te
L’hai sposata sapendo che lei,
Sapendo che lei moriva per me
Coi tuoi soldi hai
Comprato il suo corpo
Non certo il suo cuor
Lei mi amava, mi odiava,
Mi amava, mi odiava,
Era contro di me
Io non ero ancora il suo ragazzo e
Già soffriva per me
E per farmi ingelosire
Quella notte lungo il mare è
Venuta con te
Un giorno io vidi lei
Entrar nella mia stanza
Mi guardava silenziosa
Aspettava un “si” da me
Dal letto io mi alzai
E tutta la guardai
Sembrava un angelo
Mi stringeva sul suo corpo
Mi donava la sua bocca
Mi diceva: “sono tua…”
Ma di pietra io restai.
Io l’amavo, la odiavo,
La amavo, la odiavo
Ero contro di lei
Se non ero stato il suo ragazzo
Era colpa di lei
E uno schiaffo all’improvviso
Le mollai sul suo bel viso
Rimandandola da te
A letto ritornai
Piangendo la sognai
Sembrava un angelo
Mi stringeva sul suo corpo
Mi donava la sua bocca
Mi diceva: “sono tua…”
E nel sogno la baciai.